Ricerca, nasce la “Fabbrica dell’Rna”: Napoli al centro della terapia genica
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Redazione Economia
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Non si tratta soltanto di un avanzamento scientifico, bensì di un vero e proprio cambio di paradigma industriale: i 320 milioni di euro stanziati dal Pnrr – di cui il 41% è stato destinato al Sud, un dato questo che ridisegna la geografia dell’innovazione nazionale – hanno gettato le fondamenta della cosiddetta “Fabbrica dell’Rna”. L’incontro tenutosi ieri all’Auditorium “Valerio Nobili” dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, a Roma, ha sancito la conclusione della prima fase del progetto, restituendo un bilancio che va ben oltre i confini del laboratorio. A trainare questa svolta sono l’Università di Napoli Federico II e il Ceinge, enti che rappresentano ora l’ossatura di una rete nazionale capace di competere con i poli europei più avanzati nella terapia genica e nei farmaci a Rna.
Dal Pnrr alla nuova industria della salute
L’evento “Il futuro è adesso” – ospitato nella struttura capitolina – ha messo in luce come quelle risorse pubbliche, lungi dall’essere un semplice finanziamento a pioggia, abbiano innescato un meccanismo virtuoso: brevetti, trasferimento tecnologico e startup. Non più solo carta straccia o progetti destinati a finire in un cassetto, insomma, ma una filiera italiana della salute che inizia a produrre occupazione qualificata e attirare capitali privati. E il dato territoriale non è secondario, visto che proprio Napoli, grazie al volano del Federico II e del Ceinge, si candida a diventare hub di riferimento per quelle terapie che agiscono direttamente sui meccanismi molecolari delle patologie.
Ospedale Bambino Gesù, il crocevia della ricerca
All’Auditorium “Valerio Nobili” – lo stesso spazio che spesso accoglie le frontiere più spinte della pediatria romana – i ricercatori hanno illustrato i traguardi raggiunti in questa prima tranche di lavoro. Si parla di farmaci che non si limitano a curare i sintomi, bensì vanno a modificare l’espressione dei geni malati; una prospettiva, quest’ultima, che rivoluziona il concetto stesso di cura. L’Ospedale Bambino Gesù, dal canto suo, ha funto da catalizzatore per il confronto tra i vari attori della rete, dimostrando come la ricerca pubblica possa fare sistema senza disperdere le competenze.
La svolta del mezzogiorno e i numeri del progetto
A colpire, nei dati diffusi durante la presentazione romana, è la concentrazione delle ricadute proprio nel Sud Italia. Di quei 320 milioni complessivi – una cifra ragguardevole che arriva dritta dai fondi Next Generation Eu – oltre quattro decimi hanno preso la direzione delle regioni meridionali, alimentando laboratori, infrastrutture e, non secondario, nuovi posti di lavoro ad alta specializzazione. Non si tratta, va detto, di una semplice redistribuzione territoriale di risorse: è l’embrione di una capacità produttiva autonoma che tiene testa a colossi esteri. L’Rna, insomma, diventa una fabbrica, e quella fabbrica ha il suo cuore pulsante a Napoli.




