Giallo a Fara Vicentino, coniugi trovati morti in casa: le indagini e le anomalie

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il silenzio della campagna vicentina, a Fara Vicentino, è stato rotto giovedì pomeriggio da una scoperta macabra che tiene con il fiato sospeso gli investigatori. Nella loro villetta, quasi nascosta dal verde che la circonda, sono stati rinvenuti i corpi senza vita di Lanfranco Simonato, 71 anni, e della moglie Gianna Cunico, 66. A dare l'allarme è stata la sorella della donna, la quale, non riuscendo a mettersi in contatto con la coppia da oltre una settimana, ha chiesto l'intervento dei soccorsi, trovando una scena che lascia più dubbi che risposte.

Un tempo sospeso e corpi in avanzato stato di decomposizione

Secondo una prima, seppur drammatica, ricostruzione degli inquirenti, i due coniugi sarebbero morti da almeno dieci giorni, il che collocherebbe il decesso intorno ai primi giorni di agosto. Lo stato dei corpi, come spesso accade in questi casi, ha reso particolarmente complesso il lavoro dei carabinieri e della scientifica, giunti sul posto per i primi rilievi.

L'avanzato stato di decomposizione, che avrebbe reso i corpi quasi irriconoscibili, non ha tuttavia impedito agli esperti di escludere, almeno in un primo momento, la presenza di segni evidenti di colluttazione o di traumi esterni che possano immediatamente orientare verso un'origine violenta del decesso.

Il procuratore parla di "anomalie" e si attende l'autopsia

Ciò che rende il caso di Fara Vicentino un vero e proprio giallo, destinato a occupare le cronache giudiziarie delle prossime settimane, è la dichiarazione del procuratore della Repubblica, il quale ha apertamente definito la vicenda come caratterizzata da "molti elementi di anomalia". Se da un lato gli accertamenti tossicologici immediati non hanno rilevato la presenza di sostanze nocive che possano far pensare a un gesto volontario, e dall'altro non sono state trovate tracce di violenza o oggetti contundenti che possano aver cagionato la morte, il quadro resta tutt'altro che chiaro.

Queste stesse contraddizioni rendono l'intera vicenda un rompicapo per gli investigatori, i quali si trovano a dover procedere per esclusione in un contesto di assoluta indeterminatezza.

Le prossime settimane decisive per gli inquirenti

La chiave di volta per dipanare la matassa, e forse per dare un nome alla causa del doppio decesso, sarà l'esame autoptico, già calendarizzato per l'inizio della prossima settimana, probabilmente tra martedì e mercoledì. Saranno proprio i risultati dell'autopsia, insieme ai dettagliati rilievi della scientifica effettuati all'interno dell'abitazione, a stabilire se ci si trovi di fronte a una tragica fatalità, a un caso di omicidio-suicidio o a un duplice omicidio.

Mentre gli inquirenti mantengono il più stretto riserbo sulle indagini, l'unica certezza, al momento, è il profondo dolore che ha colpito la comunità locale, scossa da una morte che, per le modalità e per i tempi con cui è stata scoperta, appare avvolta in un alone di inspiegabile mistero.

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