Kering positivo: il mercato celebra l'esordio di Demna alla guida di Gucci
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Le azioni del gruppo Kering a Parigi hanno registrato un andamento particolarmente positivo. Questo segnale di fiducia del mercato è diretto verso la maison fiorentina, seguito alla prima presentazione di Demna Gvasalia, nuovo direttore creativo di Gucci, durante la Milano Fashion Week. «Le prime reazioni appaiono favorevoli, a dispetto dell’accoglienza riservata alla nomina lo scorso marzo», ha notato la società di analisi Equita. L'analisi precisa, tuttavia, che il limitato periodo di vendita della collezione – presentata come “pre-collezione” – non lascia presupporre impatti rilevanti sui risultati finanziari nel brevissimo termine. L’attenzione degli investitori si è dunque concentrata più sul potenziale a medio-lungo termine, interpretando l’operazione come un primo, significativo passo nella giusta direzione.
Due debutti opposti alla Milano Fashion Week
Nel giro di poche ore, la settimana della moda milanese ha messo in scena due primi atti diversissimi: il debutto di Demna per Gucci e quello di Simone Bellotti alla guida di Jil Sander. Due filosofie opposte, una dichiaratamente spettacolare e l’altra di un rigore quasi chirurgico, che hanno in comune una lucidità di visione nel definire la posizione dei rispettivi marchi per il futuro. Se Bellotti ha optato per una purezza di linee, Demna ha scelto la via del colpo di scena, trasformando l’atteso sfilato in un evento cinematografico.
La strategia a sorpresa di Demna per Gucci
Il coup de théâtre di Demna si è articolato in due momenti distinti ma complementari. Dopo il lancio a sorpresa del look book “La Famiglia”, che svelava la collezione attraverso una galleria di personaggi stereotipati, è arrivato il cortometraggio “The Tiger”, diretto da Spike Jonze. Una strategia che, bypassando i formati tradizionali, ha puntato tutto sulla narrazione e sull’impatto mediatico, mescolando riferimenti alla sensualità dell’era Tom Ford, alla stravaganza di Alessandro Michele e all'ironia schietta dello stesso Demna.
Una collezione che gioca con i cliché dell'italianità
Il risultato è una collezione che gioca volutamente con i cliché dell’italianità, iperbolizzandoli fino a farne una caricatura di lusso. Gli abiti, presentati nei loro dettagli attraverso i personaggi del look book, trovano una dimensione dinamica e narrativa nel cortometraggio, che funge da amplificatore emotivo. Questo approccio dimostra una precisa volontà di costruire un universo riconoscibile attorno al brand, unendo il richiamo popolare del cinema alla sofisticatezza del prodotto di lusso.




