La Ternana rischia di sparire e il Forlì, nell’attesa, vede la salvezza e i play-off a meno due

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Redazione Sport Redazione Sport   -   C’è un nuovo caso, e pure dei più gravi, che rischia di sconvolgere la classifica del Girone B di Serie C; un’altra scossa, a meno di cinque mesi dalla liquidazione volontaria del Rimini, destinata a infliggere un duro colpo – forse letale – alla già precaria credibilità della terza serie. Nella tarda serata di lunedì, anche la Ternana ha annunciato l’intenzione di aderire alla medesima procedura: una scelta che, se formalizzata, la escluderebbe immediatamente dal torneo, senza alcuna possibilità di ricorrere all’esercizio provvisorio, negandole di fatto persino il diritto di scendere in campo per onorare le partite rimaste. L’allenamento previsto per martedì mattina è già saltato, lasciando i calciatori – tra cui un centrocampista, Marco Garetto, già travolto dal crac del Rimini – in uno stato di incredulità, costretti a vivere un déjà-vu fatto di silenzi e di attese surreali.

Un suicidio aziendale e gli strascichi sul regolamento

Questa è, sostanzialmente, la storia di un suicidio aziendale annunciato, consumato tra i corridoi di una Lega Pro che si ritrova ancora una volta vittima di proprietà fragilissime e di normative che, lo si dica pure, non sono riuscite a costruire tutele efficaci. A differenza di quanto accade in un fallimento classico, dove il tribunale può concedere l’esercizio provvisorio per salvaguardare il ramo d’azienda sportivo, la liquidazione volontaria scelta dalla famiglia Rizzo (subentrata dopo le gestioni di Bandecchi, Guida e D’Alessandro) non prevede attenuanti: la società chiude i battenti all’istante, cancellando i suoi risultati e quelli ottenuti contro di lei. Lo scenario è paradossale eppure concreto: a due giornate dal termine, la Ternana – che naviga a quota quarantacinque punti in zona play-off – potrebbe semplicemente sparire dal radar, lasciando il campionato mutilato e costringendo la Figc a riscrivere l’intera graduatoria come fosse un palinsesto provvisorio.

Il paradosso del Forlì: dalla paura alla rimonta in un soffio

Ed è qui, in questo vuoto normativo, che il destino di altre società viene riscritto senza che queste abbiano nemmeno tocco palla. Se la Ternana dovesse essere radiata, il Forlì sarebbe il primo, grande beneficiario di questo caos. I romagnoli, attualmente invischiati nella lotta per non retrocedere, si ritroverebbero matematicamente salvi con largo anticipo; ma non finisce qui, perché il ricalcolo dei punti porterebbe il Forlì a trovarsi a sole due lunghezze dalla zona play-off, un abisso di differenza rispetto alla loro attuale classifica. L’effetto domino sarebbe devastante per la corsa alla vetta (con l’Arezzo che potrebbe involarsi verso la promozione diretta), ma per Forlì rappresenterebbe una sorta di rinascita inaspettata, un passaggio dall’inferno della retrocessione al paradiso dei sogni di post-season, tutto senza giocare un solo minuto.

Lo spiraglio giudiziario che tiene in bilico il verdetto

Negli uffici del tribunale di Terni, tuttavia, si è aperta una piccola crepa in grado di ribaltare nuovamente la situazione. Un procuratore – come riportano le cronache locali – ha depositato un’istanza di fallimento che, giuridicamente, ha la precedenza sulla liquidazione volontaria, bloccando di fatto la procedura più distruttiva per avviarne una giudiziale. Se i giudici accoglieranno la richiesta, nomineranno un curatore il quale, questa sì, potrebbe ottenere l’esercizio provvisorio: l’obiettivo, in questo caso, sarebbe garantire la continuazione dell’attività sportiva, permettendo alle “Fere” di giocare le ultime due partite (contro Bra e Pianese) e di partecipare regolarmente ai play-off. Per il Forlì, naturalmente, questa evenienza rappresenterebbe la doccia fredda: con la Ternana ancora in corsa, il rischio retrocessione tornerebbe prepotentemente a farsi sentire, vanificando quella finestra di salvezza regalata dalle normative in caso di vuoto societario.

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