Tariffe telefoniche, l’onda lunga della guerra in Iran si abbatte sulle bollette degli italiani

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Non è soltanto il pieno alla pompa o la bolletta della luce a raccontare, giorno dopo giorno, il prezzo delle tensioni internazionali. Da qualche settimana, in modo più silenzioso ma non meno incisivo, l’onda lunga della crisi in Medio Oriente si insinua anche nelle tasche degli italiani attraverso un canale meno visibile: le tariffe telefoniche. A segnalare il fenomeno è il Centro di formazione e ricerca sui consumi (Crc), che ha raccolto e analizzato le comunicazioni che i principali operatori del settore – un comparto storicamente competitivo nel nostro paese, con prezzi tra i più bassi d’Europa – stanno inviando in queste ore alla propria clientela. Si tratta di rincari che, per alcune offerte specifiche, arrivano a toccare i 48 euro annui per singola utenza, un peso che si aggiunge a quello già sostenuto dalle famiglie per l’energia e i carburanti.

I numeri degli aumenti e la tempistica dei rincari

L’indagine condotta dal Crc restituisce un quadro articolato, dove ogni gestore ha declinato gli aumenti secondo tempistiche e modalità proprie, sebbene accomunate dalla stessa giustificazione. Vodafone, per esempio, ha informato i propri clienti di rete mobile con offerte ricaricabili che, a partire dal prossimo 30 aprile, il corrispettivo mensile subirà un incremento compreso tra 0,95 e 3,99 euro. Una decisione analoga è stata presa da Fastweb, che dal mese di aprile interverrà su diverse offerte di rete fissa e mobile con rincari tra 1 e 3 euro al mese. WindTre, dal canto suo, ha comunicato un aumento di 2 euro al mese per alcune offerte di rete mobile a partire dal 16 maggio (a fronte di un incremento dei Giga inclusi) e un ulteriore scatto di 2 euro al mese per alcune tariffe di rete fissa dal prossimo 1 giugno. Tim, infine, modifica al rialzo una moltitudine di offerte: dal 1 aprile alcune offerte mobili per clienti ricaricabili aumentano di 2 euro al mese, con un identico ritocco previsto per altre dal 18 maggio; per la linea fissa l’incremento arriva a 2,99 euro al mese dal 1 maggio, mentre per alcune offerte della gamma TimVision i rincari annuali oscillano tra i 12 e i 48 euro.

Il legame con la crisi mediorientale

Il collegamento tra le operazioni militari in corso e l’aumento della bolletta telefonica potrebbe sembrare, a un primo sguardo, meno immediato rispetto a quello con i listini del greggio o il costo dell’elettricità. In realtà, come sottolinea il Crc, il funzionamento delle infrastrutture digitali è strettamente dipendente dall’energia e da una filiera tecnologica globale che, in momenti di crisi internazionale, subisce contraccolpi a catena. Le “mutate condizioni di mercato” – la formula che le compagnie utilizzano per giustificare questi adeguamenti – è la stessa già apparsa nei settori energetici e rappresenta il canale attraverso cui l’instabilità geopolitica si trasmette all’economia reale. Il presidente del comitato scientifico del Centro, Furio Truzzi, ha ricordato come gli operatori utilizzino questa motivazione a dimostrazione di come la crisi in Medio Oriente stia impattando ogni aspetto della vita quotidiana.

Un costo che rischia di restare

C’è un aspetto, segnalato dall’analisi del Crc, che rende questa partita diversa da altre: la natura dei rincari tariffari. A differenza del prezzo dei carburanti, che può subire flessioni altrettanto rapide quanto i rialzi in caso di distensione internazionale, gli aumenti delle tariffe telefoniche una volta applicati tendono a stabilizzarsi. Si tratta di adeguamenti strutturali che le compagnie apportano ai propri piani tariffari, i quali difficilmente tornano indietro anche quando le condizioni esterne dovessero normalizzarsi. Un meccanismo già osservato in seguito all’invasione russa dell’Ucraina, quando molti operatori avevano rivisto al rialzo i prezzi per far fronte all’impennata dei costi energetici e, una volta rientrata l’emergenza, gli aumenti non erano stati ritirati. Per gli utenti italiani, abituati a un mercato della telefonia tradizionalmente vivace e concorrenziale, questo nuovo fronte di rincari rappresenta un ulteriore segnale di come la portata della crisi internazionale si stia allargando ben oltre i confini del campo di battaglia, andando a colpire servizi ormai considerati essenziali come la connettività.

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