Luisa Ranieri regina ai Nastri, premio anche per Can Yaman e Verdone

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Il Teatro San Carlo di Napoli ha fatto da cornice, sabato 6 giugno, alla sesta edizione dei Nastri d’Argento per le Grandi Serie, una serata che ha celebrato il meglio della serialità televisiva italiana e internazionale.

A trionfare tra i premi più attesi è stata Luisa Ranieri, la quale ha ricevuto il riconoscimento come “Protagonista Grandi Serie 2026” per la sua toccante interpretazione in “La Preside”, serie che – nata da un’idea di Luca Zingaretti e diretta da Luca Miniero – ha saputo raccontare con forza la resilienza di un territorio difficile come Caivano.

L’attrice, visibilmente emozionata sul palco, ha dedicato il premio al suo personaggio, Eugenia Liguori, sottolineando come quella donna riesca a fare tanto grazie a un’energia speciale, mista a leggerezza e a un pizzico di sana follia; e ha parlato del proprio ruolo di genitore di un adolescente, ammettendo di porsi continue domande, pur avendo imparato proprio da Eugenia che è il dialogo a costruire il fondamento di ogni relazione umana.

La presenza educante della preside e il ritorno sul set

Nel corso della cerimonia, la Ranieri ha voluto approfondire il metodo educativo del suo personaggio, spiegando – con la consapevolezza di chi ha studiato a lungo quella figura – che ai ragazzi, a volte, basta semplicemente “esserci”, ossia la presenza costante e non giudicante di un adulto che ascolta.

È così che Eugenia, come lei stessa ha ricordato, agisce quasi fosse uno sportello psicologico aperto, e per questo motivo le riprese della seconda stagione, in programma a settembre sempre a Napoli, sono attese con grande curiosità dal pubblico e dalla critica, che hanno eletto questa serie come “Miglior Dramedy” e titolo più votato dell’anno dai giornalisti cinematografici. La sceneggiatura dei nuovi episodi, al momento, è in fase di preparazione, e si preannuncia ricca degli stessi spunti di riflessione civile che hanno contraddistinto la prima stagione.

Can Yaman e l’abbraccio di Napoli, il trionfo di Bellocchio

Ma la notte dei Nastri non è stata solo un affare italiano: ad attirare l’attenzione dei fan accorsi in massa all’ingresso del lirico partenopeo è stato Can Yaman, premiato come “Protagonista internazionale” per il suo ruolo in “Sandokan”, il kolossal di Rai che ha fatto registrare un boom di ascolti.

L’attore turco, tra selfie e richieste di autografi, ha dichiarato di sentire un legame profondo con la città, ricordando come già sei anni fa, durante una vacanza, il suo passaggio sul lungomare creò una tale folla da bloccarlo completamente; fu proprio in quell’occasione, ha rivelato, che nacque in lui il desiderio di lavorare a Napoli.

A imporsi come “Serie dell’anno” è stato invece “Portobello” di Marco Bellocchio, il racconto crudo della tragedia giudiziaria che travolse Enzo Tortora: il regista, premiato insieme a Fabrizio Gifuni e ai produttori, ha spiegato di aver cercato un linguaggio più “pop” del solito, pur mantenendo intatta la sua libertà creativa.

Il Personaggio dell’anno a Verdone e le altre eccellenze

Tra gli altri nomi di spicco della serata spicca quello di Carlo Verdone, che ha ritirato il premio come “Personaggio dell’anno” per i suoi lavori in “Vita da Carlo” (giunta alla sua stagione finale) e “Scuola di seduzione”; un premio che celebra un artista capace, da quarant’anni, di raccontare l’Italia e le sue contraddizioni con uno sguardo sempre attuale e ironico.

Il palmarès ha visto poi la riscoperta di Corrado Guzzanti per “I delitti del Barlume” e del giovane Romano Reggiani in “Mare Fuori” stagione 6, senza dimenticare il “Nastro Speciale” a Lino Guanciale, protagonista di una stagione record con ben quattro titoli tra Rai e Paramount+. Insomma, il 2026 ha confermato il Teatro San Carlo come palcoscenico ideale per un’edizione ricca di glamour, dove talento e popolarità – da Luca Argentero a Carolina Crescentini – hanno sfilato su un red carpet letteralmente preso d’assalto.

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