Monreale piange Andrea Miceli, l’ultimo gol e la bara davanti alla porta
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Redazione Interno
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Migliaia di persone, tra amici, parenti e semplici cittadini, hanno riempito il Duomo di Monreale per l’ultimo saluto ad Andrea Miceli, Salvatore Turdo e Massimo Pirozzo, i tre giovani uccisi la notte del 26 aprile durante una lite degenerata in sparatoria. La cattedrale, stracolma, non è riuscita a contenere tutti: molti hanno seguito la cerimonia dai maxischermi allestiti nelle piazze adiacenti, mentre l’arcivescovo Gualtiero Isacchi ricordava che "tutta l’Italia ha pianto per questa strage".
Prima dei funerali, un commovente omaggio ha coinvolto Andrea Miceli, 26 anni, appassionato calciatore del Real Pioppo. La sua bara è stata posata davanti alla porta del campo di gioco dove, come ha scritto su Facebook il compagno Salvo Terranova, "ha segnato il gol più importante, quello che ci ha portati alla vittoria più difficile". Sulla cassa, la maglia gialla della squadra, mentre i compagni lo salutavano per l’ultima volta. "Ti amiamo, bomber – ha aggiunto Terranova – sarai sempre con noi".
Tra le tante voci che hanno accompagnato il dolore, un gesto simbolico ha colpito chi era presente: uno striscione esposto su un balcone vicino al Duomo recitava "Basta con Gomorra e Mare Fuori – Qui si muore davvero", critica netta verso le serie tv accusate di romanzare la violenza che, invece, nella realtà lascia solo vuoto. Il fratello di Massimo Pirozzo, durante la cerimonia, ha espresso sfiducia nello Stato, aggiungendo un ulteriore tassello al dibattito sulla sicurezza e sulla giustizia.
La tragedia, nata da un litigio per motivi futili con un gruppo di ragazzi palermitani, ha scosso non solo Monreale ma l’intero Paese, trascinando nel lutto due città già segnate da storie simili. I sindaci di Palermo e Monreale, presenti ai funerali, hanno ascoltato le parole del vescovo senza aggiungere commenti, mentre tra la folla qualcuno è stato colto da malori, sopraffatto dall’emozione.




