Monreale piange Andrea Miceli, l'ultimo gol con la bara in campo
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Redazione Interno
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Il pallone che rotola lento, sfiora il feretro e poi finisce in rete: è l’ultimo, straziante tributo ad Andrea Miceli, il diciassettenne ucciso nella sparatoria tra adolescenti che ha insanguinato Monreale. Sul campo della Real Pioppo, la squadra in cui giocava, i compagni hanno voluto regalargli un addio da calciatore, trasformando il dolore in un gesto di pura poesia sportiva. Mentre la bara era posizionata davanti alla porta, il rito si è compiuto: il gol simbolico, l’abbraccio collettivo al feretro, le lacrime di chi non riesce a spiegarsi l’assurdità di una vita spezzata.
Il video del commovente omaggio, diffuso online, ha fatto il giro del web, raccogliendo migliaia di condivisioni. Ma al di là degli schermi, nelle strade di Monreale e nel quartiere Zen di Palermo – luoghi che in queste ore sembrano uniti solo dal lutto – il grido è uno solo: giustizia. I funerali dei tre ragazzi, celebrati tra una folla silenziosa e rabbiosa, hanno lasciato emergere un senso di abbandono, mentre le istituzioni faticano a dare risposte.
Nella veglia organizzata alla parrocchia di San Filippo Neri, candele e preghiere hanno illuminato il buio di una tragedia che ha scoperchiato ferite antiche. Padre Giovanni Giannalia, promotore dell’iniziativa, ha provato a unire un quartiere spesso diviso tra vittime e carnefici, tra chi piange e chi, forse, ha ancora da rendere conto. Quella di venerdì 3 maggio non è stata solo una marcia funebre, ma l’inizio di un percorso che Monreale e lo Zen dovranno affrontare insieme, mentre le indagini proseguono tra interrogativi ancora senza risposta.




