A Settimo Rottaro, sulle tracce delle origini del nonno di papa Leone
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Redazione Interno
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Da un paesino di poche centinaia di anime, arroccato tra le colline piemontesi, arriva una delle chiavi per ricostruire le radici italiane del nuovo pontefice. A Settimo Rottaro, in provincia di Torino, l’anagrafe comunale conferma quel che già i residenti sanno da generazioni: qui il cognome Prevosto è diffuso, e tra quei nomi potrebbe esserci quello dell’avo di Leone XIV. I registri, consultati febbrilmente dopo l’elezione, potrebbero aiutare a tracciare con precisione il ramo familiare del papa, la cui ascendenza – finora poco nota – diventa ora oggetto di curiosità e ricerca.
Lo stile di Leone XIV: tra tradizione e rottura se Francesco aveva scelto una linea essenziale, rinunciando a paramenti troppo sfarzosi in nome di un’immagine più austera, Leone XIV sembra invece riportare in auge un’estetica più solenne. Fin dal primo affaccio sulla loggia delle benedizioni, il nuovo papa ha mostrato un’impronta diversa, che alcuni interpretano come un ritorno alla tradizione, altri come una semplice differenza di sensibilità. Quello che è certo è che il suo approccio – già evidente nelle vesti, nel motto, nel simbolo scelto – si distacca nettamente dal minimalismo del predecessore, senza per questo scivolare nella magniloquenza.
Le accuse di Bannon: «Elezione truccata, la Chiesa cerca soldi» non sono mancate, com’era prevedibile, le voci fuori dal coro. Quella più stridente arriva da Steve Bannon, ex consigliere di Trump e volto noto della destra americana, che non ha esitato a definire l’elezione di Leone XIV «una messinscena». «Il Vaticano ha bisogno di liquidità, e ha scelto un papa anti-Trump», ha dichiarato, riprendendo toni già usati dopo la sconfitta elettorale del 2020. Le sue parole, per quanto marginali, riflettono tensioni più ampie, soprattutto in un contesto in cui la Santa Sede si trova a navigare tra sfide finanziarie e divisioni interne.




