Le origini milazzesi di papa Leone XIV: il nonno era un Alioto, ritrovato il certificato di nascita
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Redazione Interno
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Da ieri, un link condivide all’impazzata su Whatsapp una scoperta che riannoda i fili di una storia familiare insospettabile. Secondo l’articolo pubblicato dal sito Storie di Famiglie – Ricerche genealogiche, curato dal ricercatore Alessandro Lavopa, il nonno paterno di Robert Prevost, da pochi giorni salito al soglio pontificio con il nome di Leone XIV, nacque a Milazzo nel 1876. I documenti recuperati – certificati, atti notarili, registri parrocchiali – non lasciano dubbi: l’antenato del pontefice era figlio di Santi Prevost, dipendente comunale, e di una donna appartenente alla famiglia Alioto, il cui nome compare tra le carte ingiallite dell’archivio storico.
La casa natale del nonno sorgeva nell’odierna via Umberto I, all’epoca via Ottaviana, dove per un curioso gioco del destino si ergeva la chiesa di Sant’Agostino, quasi un presagio di quella vocazione religiosa che avrebbe attraversato le generazioni. La madre, descritta come «colta e di grande spiritualità», aveva riempito quelle stanze di libri, creando un ambiente che, secoli dopo, avrebbe forgiato l’intelletto di un futuro papa. Non è un caso che Robert Prevost, soprannominato affettuosamente «Bob» dai suoi più stretti collaboratori, abbia sempre citato l’importanza della formazione umanistica nel suo percorso.
L’8 maggio, mentre la fumata bianca si alzava dalla Cappella Sistina, il mondo scopriva il volto di un pontefice la cui storia affonda le radici in Sicilia. Gian Guido Vecchi, vaticanista del Corriere della Sera, nel suo ultimo libro ricostruisce i retroscena del conclave, le tensioni, le alleanze sotterranee che hanno portato all’elezione di un uomo considerato fin dall’inizio un mediatore capace di tenere insieme le anime della Chiesa.
Intanto, i riflettori si accendono anche sul rapporto tra il nuovo papa e le istituzioni italiane. Poche ore dopo l’insediamento, una telefonata ha unito Leone XIV e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha espresso le congratulazioni dell’Italia, ribadendo «il legame indissolubile tra il Paese e il Vicario di Cristo». Al centro del colloquio, durato una ventina di minuti, i temi cari al pontificato nascente: la ricerca della pace, la condanna dei conflitti in corso e la necessità di un’etica nell’uso dell’intelligenza artificiale. Un dialogo che, secondo fonti governative, potrebbe presto tradursi in un incontro ufficiale, anche se per ora nessuna data è stata fissata.




