Il conclave si avvicina: Cappella Sistina già chiusa, si attende il voto per il nuovo Papa
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Redazione Interno
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Mentre Roma si prepara a vivere uno dei momenti più solenni della storia recente della Chiesa, i cardinali si riuniscono nelle sale del Vaticano per definire gli ultimi dettagli prima dell’inizio del conclave. La Cappella Sistina, teatro dell’elezione del nuovo pontefice, ha già chiuso le porte al pubblico in vista di un voto che, secondo fonti vaticane, potrebbe tenersi già il 5 maggio.
Nella mattinata del 28 aprile, i porporati si sono ritrovati nell’Aula del Sinodo per l’ultima Congregazione generale prima dell’isolamento che precederà le votazioni. Quasi tutti gli elettori, provenienti da ogni angolo del globo, sono ormai giunti nella Città del Vaticano, pronti a confrontarsi su un nome che dovrà guidare una Chiesa ancora scossa dalla scomparsa di Papa Francesco.
Tra i corridoi del Palazzo Apostolico, si respira un’aria di attesa carica di tensioni sotterranee. Le correnti che dividono il collegio cardinalizio – tra chi vorrebbe una linea di continuità e chi invece spinge per un cambio di passo – si fanno sempre più evidenti. "Penso che il conclave sarà lungo, non ci conosciamo", ha ammesso uno dei porporati, lasciando trapelare un clima di incertezza che potrebbe prolungare i tempi delle votazioni.
Intanto, la macchina organizzativa lavora senza sosta. La Cappella Sistina, già sottoposta a controlli di sicurezza e alle necessarie preparazioni, diventerà presto una prigione dorata per i 135 cardinali elettori, isolati dal mondo fino all’emissione del fatidico fumo bianco. Le voci che circolano tra i prelati parlano di un confronto serrato, con alcuni nomi che iniziano a emergere tra i papabili, sebbene nessuno sembri ancora in grado di raccogliere un consenso unanime.




