Il conclave si aprirà il 7 maggio con la Cappella Sistina già chiusa al pubblico
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Redazione Interno
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L’"Extra omnes", la solenne formula che segna l’inizio del conclave, risuonerà nella Cappella Sistina il prossimo 7 maggio, come deciso questa mattina dai cardinali riuniti nella quinta congregazione generale. Da oggi, il luogo simbolo dell’elezione papale è stato interdetto ai visitatori, in preparazione di un rito che – pur radicato nella tradizione – si confronta con le sfide dell’era digitale.
A presiedere l’assemblea sarà il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano, figura chiave in un processo che vedrà i porporati elettori – quelli, per intenderci, che non hanno superato gli ottant’anni – riunirsi in clausura fino all’emissione della fumata bianca. Tra i ruoli di rilievo spicca anche quello del cardinale Luis Antonio Tagle, inserito tra gli assistenti del camerlengo, mentre la messa "Pro Eligendo Pontefice" sarà celebrata da un altro porporato la cui identità è ancora attesa.
L’"Extra omnes", pronunciato dal maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie, monsignor Diego Ravelli, affonda le radici nel 1274, quando Gregorio X ne stabilì l’uso per evitare interferenze esterne. Oggi, però, il suo significato si scontra con un mondo iperconnesso, dove l’isolamento del conclave è più simbolico che effettivo.




