Il conclave e le ombre dei cardinali ultraottantenni: pressioni e assenze all’ombra della Sistina
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Redazione Interno
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Mentre la Cappella Sistina si prepara ad accogliere i porporati chiamati a eleggere il nuovo Pontefice, emergono dinamiche che vanno oltre il semplice rituale. Alcuni cardinali elettori – europei e non – hanno denunciato, in via riservata, un condizionamento insistente da parte di colleghi ultraottantenni, i quali, pur esclusi dal voto, continuerebbero a esercitare un’influenza ritenuta da molti "indebita e invadente". Un clima che rischia di appesantire un processo già carico di tensioni, come rivelato da indiscrezioni raccolte da Silere non possum.
Intanto, il numero degli elettori si assesta a 133, dopo la defezione di due porporati per motivi di salute. Lo ha confermato Matteo Bruni, direttore della Sala Stampa vaticana, al termine della sesta Congregazione generale, dove erano presenti 183 cardinali, di cui 124 con diritto di voto. Un dettaglio non trascurabile, considerando che il quorum richiesto per l’elezione – i due terzi dei presenti – potrebbe subire variazioni proprio a causa di assenze improvvise.
Le procedure, del resto, sono state fissate con precisione dall’Ordo Rituum Conclavis: il 7 maggio, alle 16.30, i cardinali varcheranno la soglia della Sistina per il giuramento solenne, prima di dare inizio agli scrutini. Una scenografia immutabile nei secoli, che però non basta a nascondere le divisioni emerse in queste settimane. Come riportato dal Washington Post, una frangia ultraconservatrice – guidata da figure come Burke, Sarah e Turkson – spinge per un pontefice in netta contrapposizione con le aperture di Francesco. Se per loro, però, le chance appaiono marginali, resta da vedere quanto peso avranno nel orientare gli equilibri interni.




