Conclave, si avvicina il voto: la Cappella Sistina si prepara alla chiusura

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Mentre i cardinali si riuniscono nell’Aula del Sinodo per l’ultima Congregazione generale prima del conclave, la macchina organizzativa vaticana accelera i tempi. La Cappella Sistina, luogo simbolo dell’elezione pontificia, sarà chiusa già dal 28 aprile, in vista di un voto che potrebbe svolgersi entro la prima settimana di maggio, secondo fonti interne. La decisione sulla data definitiva, attesa tra il 5 e il 10 del mese, spetta ai porporati riuniti, i quali devono rispettare le tempistiche stabilite dalla Universi Dominici Gregis, la costituzione apostolica che regola la sede vacante.

Il documento, promulgato da Giovanni Paolo II nel 1996 e poi rivisto da Francesco nel 2013, fissa un intervallo di quindici-venti giorni tra la morte del pontefice e l’inizio del conclave, lasciando però margine di manovra ai cardinali. Quelli ancora in viaggio verso Roma – alcuni provenienti da diocesi lontane – dovranno affrettarsi per non perdere l’appuntamento. Intanto, tra i nomi che circolano con insistenza c’è quello di Joseph William Tobin, arcivescovo di Newark, considerato da molti un possibile candidato in grado di raccogliere l’eredità di Bergoglio.

Le correnti all’interno del Collegio cardinalizio, però, sembrano già delinearsi. C’è chi spinge per una continuità con lo stile pastorale di Francesco, chi invece preme per un cambio di rotta, più tradizionale. Le Congregazioni generali servono anche a questo: a far emergere gli equilibri, a "colmare le lacune", come qualcuno ha sottolineato. Ma al di là delle strategie, ciò che conta ora è la data: una volta annunciata, scatterà il countdown per l’ingresso in conclave.

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