Lo schiaffo di Melania a Donald: mentre lui caccia le tv dalla Casa Bianca, lei invita la Cnn al suo evento all'Onu
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Redazione Esteri
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Mentre Donald Trump porta avanti la sua guerra contro le principali testate giornalistiche americane, la first lady Melania Trump ha deciso di muoversi in direzione opposta. L'ufficio della first lady ha infatti concesso l'accredito alla reporter della Cnn Betsy Klein per seguire la riunione di Fostering the Future Together, l'evento organizzato da Melania a margine dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York e dedicato al ruolo dell'intelligenza artificiale e delle nuove tecnologie nell'istruzione dei bambini.
La decisione rappresenta una evidente deviazione dalla linea imposta dal presidente, che appena pochi giorni prima aveva revocato l'accesso alla Casa Bianca ai cronisti di Cnn, Politico e MsNow, accusandole di diffondere "fake news" e definendole una "minaccia per la sicurezza nazionale". La scelta dell'ufficio di Melania Trump assume un significato ancora più rilevante se si considera che la stessa Betsy Klein era stata tra le giornaliste a cui era stato confiscato il badge presso un checkpoint della Casa Bianca dopo l'entrata in vigore del divieto presidenziale.
La reporter ha ottenuto un nuovo accredito direttamente dal team della first lady, aggirando di fatto il blocco imposto dall'amministrazione.
Il precedente giudiziario e la reazione delle testate
La vicenda si inserisce in un quadro di tensione senza precedenti tra l'amministrazione Trump e la stampa nazionale. Cnn, Politico e MsNow hanno annunciato il 21 settembre di aver intentato una causa contro il governo federale presso la Corte distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto di Columbia, sostenendo che la revoca delle credenziali costituisca una violazione del Primo Emendamento della Costituzione, che garantisce la libertà di stampa.
"Senza preavviso, la Casa Bianca ha revocato le credenziali dei nostri giornalisti perché si opponeva ai nostri articoli", si legge nel comunicato diffuso dalle tre testate. "Questo minaccia la libertà di stampa e il diritto del pubblico a un giornalismo indipendente, libero da interferenze governative". La causa è stata assegnata al giudice Timothy Kelly, lo stesso magistrato che durante il primo mandato di Trump aveva ordinato la reintegrazione dell'accredito del corrispondente Cnn Jim Acosta dopo una sospensione analoga.
La solidarietà nei confronti delle testate colpite è arrivata anche da ambienti tradizionalmente vicini al presidente. Le principali emittenti televisive americane — Abc, Cbs, Nbc e la stessa Fox News — hanno deciso di sospendere la copertura congiunta degli eventi presidenziali, il cosiddetto pool televisivo, che da decenni garantisce la condivisione delle immagini tra le diverse reti. La decisione è scattata dopo che la Casa Bianca aveva impedito alla Cnn di assumere il ruolo di rappresentante del pool per la giornata di lunedì, in occasione della trasferta presidenziale a New York.
Fox News, storicamente allineata su posizioni favorevoli a Trump, ha scelto comunque di aderire alla protesta. Jacqui Heinrich, corrispondente della rete e presidente dell'Associazione dei corrispondenti dalla Casa Bianca, ha sottolineato che una volta concessa l'accredito non è ammissibile revocarlo per disaccordo sul contenuto dei servizi giornalistici.
La piattaforma di Melania e le nuove alleanze tecnologiche
L'evento newyorchese è servito alla first lady per presentare l'espansione di Fostering the Future Together, la coalizione internazionale lanciata nel settembre 2025 durante la precedente Assemblea generale dell'Onu. L'iniziativa, che riunisce first lady, first gentleman e rappresentanti governativi di decine di Paesi, ha come obiettivo dichiarato quello di mettere in contatto governi e aziende tecnologiche per sviluppare strumenti educativi basati sull'intelligenza artificiale, formare insegnanti e genitori e ampliare l'accesso a nuove opportunità di apprendimento.
Nel corso dell'incontro Melania Trump ha annunciato l'ingresso di nuovi Paesi membri, portando la coalizione a cinquantasette nazioni partecipanti, e ha reso noti nuovi partenariati con colossi del settore tecnologico tra cui Google, Amazon, Intel, Adobe e Zoom. Google si è impegnata a stanziare quattro milioni di dollari per espandere il programma Google AI Educator Series, mentre Zoom ha annunciato nuovi grant per un valore di 2,75 milioni di dollari destinati a sostenere le attività dell'iniziativa.
La first lady ha anche delineato il calendario dei prossimi appuntamenti internazionali, che prevede un vertice G20 ospitato dagli Stati Uniti in dicembre a Miami, una conferenza ASEAN organizzata dalle Filippine, un incontro regionale europeo guidato dalla Polonia e un meeting caraibico ospitato da Saint Kitts e Nevis.
Tra i partecipanti all'evento newyorchese figuravano rappresentanti di Regno Unito, Corea del Sud, Filippine, Polonia, Ucraina, Turchia, Emirati Arabi Uniti, Panama e Canada, oltre a dirigenti di primo piano del settore tecnologico come Tim Cook, presidente esecutivo di Apple, ed Enrique Lores, amministratore delegato di PayPal. Nel corso del suo intervento Melania Trump ha sottolineato come l'obiettivo della coalizione sia quello di "dare ai bambini la fiducia di credere che la loro mente abbia valore" e di offrire loro "la libertà di immaginare un mondo oltre quello che conoscono oggi".
Il contesto politico e le conseguenze immediate
La vicenda dell'accredito a Betsy Klein si è intrecciata con un episodio che ha avuto luogo poche ore prima allo stesso Palazzo di Vetro. All'arrivo alla sede delle Nazioni Unite, Donald Trump ha riconosciuto la giornalista della Cnn tra i reporter presenti e si è rivolto direttamente a lei: "Non dovreste essere qui. Avete detto che non mi avreste seguito". La reporter ha replicato spiegando che era stata l'Onu ad autorizzare la sua presenza. Il presidente, visibilmente contrariato, ha poi commentato con i giornalisti presenti: "È un onore essere qui all'Onu.
Sono sorpreso che Cnn sia qui a coprirmi".
Sul fronte delle conseguenze pratiche del boicottaggio, lunedì si è verificato un episodio emblematico durante l'inaugurazione del nuovo eliporto della Casa Bianca. A causa dell'assenza del pool televisivo, non era presente alcun microfono condiviso per captare le parole del presidente. Nel video che riprende la scena, l'unico suono udibile è il ronzio dell'elicottero Marine One, che copre completamente la voce di Trump mentre questi parla e gesticola davanti ai lavoratori coinvolti nei lavori di rinnovamento dell'Ala Est.
Il presidente ha definito le tre testate colpite una "minaccia per la sicurezza nazionale" e ha ribadito sui social la sua posizione: "La Casa Bianca non sta attaccando la stampa libera, che apprezzo profondamente. Sta attaccando le fake news, un fenomeno che si è diffuso come un cancro nei nostri cari Stati Uniti".
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