Piazza Affari chiude in rialzo dello 0,87%, il Ftse Mib sopra quota 51.200

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La seduta del 6 ottobre 2026 si è chiusa con il segno più per Piazza Affari. L'indice Ftse Mib ha terminato gli scambi in rialzo dello 0,87%, attestandosi a 51.261 punti, in linea con l'andamento positivo registrato dalle principali piazze finanziarie del continente. A trainare il listino milanese sono stati soprattutto i titoli del comparto finanziario, industriale e tecnologico, mentre il mercato obbligazionario ha mostrato un allentamento della pressione sui rendimenti.

I protagonisti della seduta a Milano

Sul fronte dei singoli titoli, le performance migliori sono arrivate da Inwit, che ha chiuso con un progresso del 3,5%, seguita da Mps in rialzo del 2,34%. Bene anche Nexi, Technoprobe e Stellantis, tutte in crescita di oltre due punti percentuali, mentre Prysmian e StMicroelectronics hanno sostenuto il comparto industriale e tecnologico. In controtendenza hanno chiuso Tim, maglia nera della giornata con un ribasso del 3,6%, ed Eni, in calo dell'1,16%, penalizzate dall'andamento dei rispettivi settori a livello europeo.

Le banche hanno confermato la loro solidità, con Unicredit e Intesa Sanpaolo in territorio positivo.

Il quadro obbligazionario e lo spread

Sul mercato secondario dei titoli di Stato, la giornata ha portato un allentamento delle tensioni. Il rendimento del Btp decennale è sceso al 4,52%, mentre il differenziale con il Bund tedesco si è attestato a 105 punti base, in calo rispetto alla chiusura precedente. Il movimento riflette una generale riduzione della pressione sui Paesi dell'area euro considerati più esposti al rischio-debito, con i tassi a dieci anni di Italia, Francia e Grecia in discesa di circa tredici punti base nel corso della mattinata.

Wall Street e i record degli indici americani

Oltreoceano, Wall Street ha chiuso la seduta con i principali indici in territorio positivo e su nuovi massimi storici. L'S&P 500 ha guadagnato lo 0,60% portandosi a 7.820,47 punti, mentre il Nasdaq Composite ha avanzato dello 0,46% a 27.604,74 punti; il Dow Jones ha segnato un progresso dello 0,49% a 51.531,57 punti.

A sostenere il rally sono stati ancora una volta i titoli legati all'intelligenza artificiale, con il comparto dei semiconduttori in evidenza: Marvell ha guadagnato il 5,81% dopo aver alzato le previsioni di crescita, mentre AMD e Broadcom hanno aggiunto rispettivamente il 2,80% e il 3,67%. Nvidia ha guadagnato l'1,2%, portando la sua capitalizzazione di Borsa vicino alla soglia dei 6.000 miliardi di dollari.

Il calo del petrolio e i rendimenti obbligazionari

A favorire il clima positivo sui mercati azionari hanno contribuito due fattori principali: la discesa delle quotazioni del greggio e il raffreddamento dei rendimenti obbligazionari. Il Brent è sceso sotto la soglia dei 100 dollari al barile, attestandosi intorno ai 98-99 dollari, spinto dall'aumento dei flussi di esportazione dal Medio Oriente e dal previsto rilascio delle scorte di emergenza da parte dei Paesi del G7.

Parallelamente, i rendimenti dei Treasury statunitensi si sono allontanati dai massimi pluriennali toccati nelle sedute precedenti, con il decennale in calo di circa 2,1 punti base al 5,28% e il trentennale stabile al 5,66%.

Le prospettive sui tassi e la stagione degli utili

Sul fronte della politica monetaria, il mercato ha ridimensionato le aspettative di un ulteriore rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve nel corso del mese. Secondo lo strumento FedWatch del CME Group, gli operatori stimano al 78% la probabilità che la banca centrale americana mantenga invariati i tassi nella prossima riunione.

L'attenzione degli investitori si sposta ora sulla stagione degli utili del terzo trimestre, che prenderà il via la prossima settimana: secondo i dati LSEG, gli analisti prevedono una crescita media degli utili dell'S&P 500 superiore al 30% su base annua, trainata soprattutto dai titoli legati all'intelligenza artificiale.

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