Il governo prepara una stretta contro i portali sessisti, prendendo di mira server e provider

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’esecutivo, scosso dall’emersione di due gravissimi casi di cyber-sessismo, sta mettendo a punto un intervento normativo che colpisca alla radice il fenomeno dei portali illegali. Il piano, come annunciato dalla ministra per la Famiglia, Eugenia Roccella, che ha dichiarato «faremo di tutto», prevede di agire direttamente sull’infrastruttura tecnologica che permette a questi siti di proliferare, prendendo di mira i server che li ospitano e i provider che forniscono loro connettività, in un’azione che mira a stroncare l’humus digitale in cui simili abusi attecchiscono.

L’urgenza di un’azione decisa è stata dettata dal doppio scandalo del sito in cui mogli ignare venivano fotografate e messe in rete con commenti volgari e, soprattutto, del portale Phica.eu, che funzionava come una sorta di bacheca virtuale in cui venivano condivise e vilipese immagini di donne, famose e non, sottoposte a commenti squallidi e a violazioni sistematiche della privacy. Tra le vittime, come emerso, figurano la presidente del Consiglio, esponenti politiche di opposizione, attrici e giornaliste, in un meccanismo persecutorio che rischia di annullare la libertà individuale.

Valeria Campagna, consigliera regionale del PD nel Lazio, che ha scoperto le proprie foto su Phica.eu – un sito che vantava una platea di seicentomila utenti – ha denunciato con forza quella che non è una cultura di nicchia, bensì un fenomeno ampio e pervasivo. «Se posso fare un appello agli uomini: abbiamo bisogno di una vostra assunzione di responsabilità», ha dichiarato, sottolineando come il problema riguardi una mentalità diffusa che necessita di essere contrastata culturalmente oltre che legalmente.

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