Fontana contro le pagelle sanitarie: "Dati cervellotici per penalizzarci"

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   La Lombardia scivola al settimo posto nella classifica annuale del ministero della Salute sulla qualità delle cure regionali, e la reazione del presidente Attilio Fontana non si fa attendere. Con toni decisi, definisce i risultati “inaccettabili”, “cervellotici” e, senza mezzi termini, “puttanate”. Un linguaggio diretto, che lascia poco spazio alle interpretazioni, e che riflette il malcontento di una Regione abituata a considerarsi un’eccellenza nel panorama sanitario nazionale.

Il rapporto, che valuta i livelli essenziali di assistenza (Lea), colloca la Lombardia a 257 punti, in calo di 14 rispetto all’anno precedente, a pari merito con l’Umbria. A pesare sul risultato è soprattutto il parametro “distretto”, che misura l’efficienza della medicina territoriale. Un dato che, secondo Fontana, non riflette la realtà dei fatti, ma risponde piuttosto a una logica politica. «Hanno l’obiettivo di penalizzarci», afferma, puntando il dito contro i “super burocrati romani” e insinuando che l’autonomia regionale sia vista con fastidio a livello centrale.

La sanità lombarda, del resto, è da anni al centro di polemiche. La gestione della pandemia, con le sue luci e ombre, ha lasciato strascichi che ancora oggi influenzano il dibattito pubblico. A questo si aggiungono le divisioni interne su temi delicati come il fine vita, che rendono il quadro ancora più complesso. Il rapporto del "Nuovo sistema di Garanzia" 2023, strumento pensato per monitorare i Lea, diventa così l’occasione per riaccendere vecchie tensioni.

Delle 21 regioni e province autonome analizzate, solo 13 superano la sufficienza in tutti i parametri. Un’Italia a due velocità, dove il divario tra Nord e Sud si conferma netto, nonostante gli sforzi per garantire uniformità nei servizi sanitari. Mentre alcune regioni esprimono orgoglio per i risultati ottenuti, Fontana ribadisce la sua posizione: «Sono cose cervellotiche», ripete, sottolineando come la Lombardia, nonostante tutto, continui a rappresentare un modello da emulare.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.