Fontana contro la classifica del ministero della Salute: «Parametri inappropriati»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, non ha usato mezzi termini per esprimere il proprio disappunto riguardo alla classifica sulle prestazioni sanitarie regionali, elaborata dal ministero della Salute nel rapporto definitivo del "Sistema di Garanzia" 2023. La Lombardia, che si è posizionata al settimo posto, ha subito un calo di 14 punti rispetto all’anno precedente, un risultato che Fontana ha definito «assolutamente inaccettabile».

A margine di un evento al Pirellone, il governatore leghista ha attaccato con veemenza i criteri adottati dal ministero, sostenendo che si tratti di parametri «inappropriati» e già contestati in passato. «Hanno creato una classifica fondata su questioni che non c’entrano niente», ha dichiarato Fontana, aggiungendo, con un linguaggio diretto e poco diplomatico, che si tratta di «puttanate».

Il riferimento è ai cosiddetti "Lea" (livelli essenziali di assistenza), ovvero gli standard minimi che le regioni devono garantire in ambito sanitario. Secondo Fontana, i dati utilizzati per stilare la graduatoria non riflettono la reale qualità del sistema sanitario lombardo, che invece, a suo dire, rappresenterebbe un’eccellenza a livello nazionale. «Vogliono solo penalizzarci», ha affermato, lasciando intendere che dietro la valutazione ci sarebbero motivazioni politiche più che tecniche.

La reazione del governatore lombardo non è passata inosservata, soprattutto per il tono utilizzato, che ha suscitato un acceso dibattito sull’affidabilità dei criteri adottati dal ministero. Fontana ha ribadito che la classifica non solo non rispecchia la realtà, ma rischia di danneggiare l’immagine di una regione che, nonostante le difficoltà, continua a investire risorse significative nel settore sanitario.

Il rapporto del ministero, che monitora la qualità delle prestazioni sanitarie in tutte le regioni italiane, è stato accolto con freddezza anche da altre amministrazioni, sebbene nessuno abbia replicato con la stessa durezza di Fontana. La Lombardia, che tradizionalmente si colloca ai vertici delle classifiche sulla sanità, ha visto quest’anno un peggioramento che, secondo il governatore, non trova riscontro nei fatti.

La questione, oltre a sollevare interrogativi sui metodi di valutazione adottati dal ministero, riapre il dibattito sulle disparità regionali in materia di sanità, un tema che da anni divide il Paese. Fontana, da parte sua, ha chiesto una revisione dei criteri, sostenendo che solo attraverso parametri più aderenti alla realtà si possa ottenere una fotografia veritiera dello stato della sanità italiana.

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