Sanità, l’Emilia-Romagna cede il primato a Veneto e Toscana
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Redazione Salute
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BOLOGNA – L’Emilia-Romagna, storicamente ai vertici della classifica nazionale per i livelli essenziali di assistenza (Lea), scivola al terzo posto, superata da Veneto e Toscana. Se si considera anche la Provincia Autonoma di Trento, la regione si colloca addirittura al quarto posto. Il calo, quantificato in 2,4 punti, è attribuibile principalmente al deterioramento dell’assistenza territoriale, che in un anno ha perso quasi 7 punti, passando da 95,5 a livelli significativamente più bassi. Questo declino, pur non compromettendo del tutto la qualità del sistema sanitario regionale, segna un’inversione di tendenza rispetto agli anni precedenti, quando l’Emilia-Romagna era considerata un modello di efficienza.
Nel frattempo, la Sardegna registra un miglioramento, posizionandosi tra le tredici regioni che superano la soglia della sufficienza nel monitoraggio dei Lea per il 2023. Il dato, pubblicato dal ministero della Salute, arriva in un momento delicato per l’isola, dove il Consiglio regionale sta esaminando un disegno di legge che prevede il commissariamento delle Asl. La relazione di maggioranza sottolinea come la decisione sia motivata dalla “situazione estremamente critica” delle aziende sanitarie locali, incapaci di garantire i livelli essenziali di assistenza.
Diversa è la situazione in Liguria, bocciata sul fronte della prevenzione. Secondo le valutazioni del ministero, rese note attraverso il Nuovo sistema di garanzia (Nsg), la regione presenta criticità significative in quest’ambito. Il sistema, che monitora la qualità e la quantità dei Lea, evidenzia come l’assistenza ospedaliera e quella territoriale non siano sufficienti a colmare le lacune emerse. Le dichiarazioni di Pastorino, esponente della Lista Orlando, mettono in luce “numeri che mettono a nudo le falle del sistema”, sottolineando la necessità di interventi urgenti.
In Sicilia, invece, la crisi della sanità appare strutturale. I dati della Corte dei conti e le classifiche internazionali, come quella di Newsweek, confermano un quadro preoccupante: liste d’attesa interminabili, un crescente ricorso al privato e cittadini che rinunciano alle cure per motivi economici. Il ministero della Salute, attraverso il monitoraggio dei Lea, ha ribadito la gravità della situazione, evidenziando come l’isola sia lontana dagli standard nazionali.




