Sanità lombarda retrocessa, Fontana attacca: "Classifica inaccettabile"
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Redazione Interno
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Il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, non ha usato mezzi termini per esprimere il proprio disappunto dopo la pubblicazione della classifica del ministero della Salute sui Livelli essenziali di assistenza (Lea), che vede la sua regione scivolare al settimo posto nazionale. «Sono cose assolutamente inaccettabili», ha dichiarato, sottolineando come i parametri utilizzati siano «cervellotici» e privi di un reale legame con il funzionamento del sistema sanitario. Secondo Fontana, i criteri adottati penalizzerebbero ingiustamente la Lombardia, basandosi su codici interpretabili in modo diverso tra aziende sanitarie e regioni, senza riflettere l’effettiva qualità dei servizi offerti.
La graduatoria, che ogni anno valuta l’efficienza delle regioni nell’erogazione delle prestazioni sanitarie, ha premiato Veneto, Toscana ed Emilia-Romagna, confermando una volta di più il divario tra Nord e Sud. Mentre alcune regioni hanno accolto con soddisfazione i risultati, Fontana ha preferito alzare la voce, accusando il ministero di voler «penalizzare» la Lombardia. Una reazione che non è passata inosservata, tanto da spingere il ministero a replicare con toni altrettanto decisi.
«La polemica del governatore Fontana appare mal indirizzata», si legge in un comunicato del ministero, che ha sottolineato come l’obiettivo del monitoraggio non sia quello di stilare classifiche punitive, ma di garantire ai cittadini l’accesso ai servizi sanitari a cui hanno diritto. Il testo, pur senza citare direttamente il governatore, lascia trasparire un certo fastidio per le critiche ricevute, definendo «inopportuno» il linguaggio utilizzato da Fontana.
La questione, però, va oltre una semplice disputa verbale. I Lea rappresentano uno strumento fondamentale per valutare l’efficienza dei sistemi sanitari regionali, e la loro applicazione è spesso oggetto di tensioni tra governo centrale e amministrazioni locali. La Lombardia, da tempo considerata un’eccellenza nel panorama sanitario italiano, si trova ora a dover fare i conti con una retrocessione che, al di là delle polemiche, potrebbe avere ripercussioni concrete sulla gestione delle risorse e sulla pianificazione futura.
Fontana, da mesi in prima linea nella battaglia per l’autonomia differenziata, ha colto l’occasione per rilanciare il tema della regionalizzazione delle competenze, sostenendo che solo un maggiore controllo locale possa garantire un servizio sanitario all’altezza delle aspettative. Tuttavia, il ministero ha ribadito che i Lea sono frutto di un lavoro congiunto con le regioni, e che il monitoraggio è finalizzato a individuare criticità e miglioramenti, non a creare divisioni.




