Crollo a Messina, continuano le ricerche dopo il cedimento di Pistunina

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il crollo a Messina della palazzina nel quartiere Pistunina resta al centro delle operazioni dei vigili del fuoco, impegnati nella ricerca delle due persone ancora disperse dopo il cedimento avvenuto nel pomeriggio del 30 luglio. Il comandante dei vigili del fuoco di Messina, Michele Burgio, ha spiegato che le squadre continuano a scavare tra le macerie in una situazione particolarmente complessa, perché i solai della struttura sono caduti uno sull’altro senza lasciare spazi liberi facilmente accessibili. I soccorritori hanno già raggiunto e ispezionato le tre vetture presenti nel garage al piano zero, ma il controllo ha avuto esito negativo.

Le ricerche tra le macerie della palazzina crollata a Pistunina

Il lavoro dei vigili del fuoco prosegue per individuare le due persone che risultano ancora disperse, Santino Magazzù e il collaboratore domestico Lhairu Warnakulasuriya. Le operazioni richiedono interventi delicati all’interno della struttura crollata, dove la disposizione dei materiali rende più difficile l’individuazione di eventuali spazi utili per procedere con le verifiche. Michele Burgio ha descritto una situazione in cui ogni fase dell’intervento deve essere condotta con attenzione, mentre le squadre continuano a operare nell’area interessata dal cedimento della palazzina di Pistunina.

Durante le attività di ricerca è stato inoltre estratto dalle macerie il corpo di Sara Leone, inizialmente indicato come appartenente a un uomo. L’identificazione è stata effettuata dai familiari presso l’obitorio dell’ospedale. Il ritrovamento rappresenta un ulteriore sviluppo nelle operazioni avviate dopo il crollo della palazzina a Messina, mentre restano in corso gli interventi per cercare le altre due persone disperse. Le verifiche sulle cause del cedimento sono ancora in fase di approfondimento.

Il racconto della titolare del bazar dopo il crollo

Tra gli elementi emersi dopo il crollo a Pistunina c’è anche il racconto di Fenfen Yeng, conosciuta a Messina come Viola, proprietaria del bazar cinese presente nella palazzina coinvolta. La donna ha parlato attraverso i suoi legali Pietro Venuti e Fabrizio Donato, raccontando che lei e altre persone avevano percepito vibrazioni e tremolii già nei giorni precedenti al cedimento. Secondo quanto riferito dai legali dopo il colloquio, le segnalazioni erano state comunicate ai proprietari dell’immobile.

Fenfen Yeng ha riferito di aver avvertito segnali preoccupanti prima del crollo della palazzina di Messina, spiegando che le vibrazioni avevano generato paura tra le persone presenti nel bazar. Il racconto diffuso attraverso gli avvocati indica che la fuga sarebbe avvenuta dopo aver sentito i primi scricchiolii, permettendo alle persone presenti di allontanarsi prima del cedimento. Le dichiarazioni della titolare del negozio aggiungono nuovi dettagli sulle ore e sui giorni precedenti al crollo di Pistunina.

Le ipotesi sulle cause del cedimento della struttura

Il crollo della palazzina nel rione Pistunina a Messina ha aperto anche il tema degli accertamenti sulle cause che hanno portato al cedimento. Tra gli sviluppi della vicenda viene indicato l’intervento dell’ingegnere Pietro Leone, rimasto in silenzio davanti ai pubblici ministeri. Le verifiche sulla dinamica dell’accaduto proseguono parallelamente alle operazioni dei vigili del fuoco, impegnati nel recupero delle persone ancora disperse e nella messa in sicurezza dell’area.

La ricerca dei dispersi e gli accertamenti sul crollo della palazzina di Pistunina procedono quindi su due fronti distinti: da una parte gli interventi sul luogo del cedimento, dall’altra gli approfondimenti sulle circostanze che hanno preceduto il collasso dell’edificio. Le testimonianze raccolte, compresa quella della titolare del bazar, hanno portato all’attenzione le vibrazioni avvertite prima del crollo, mentre i soccorritori continuano a lavorare tra le macerie per completare le ricerche.

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