Crollo di Messina, gli interrogatori e il contratto al centro delle indagini

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il crollo di Messina nel quartiere Pistunina resta al centro delle indagini dopo gli interrogatori degli indagati e le dichiarazioni dei legali delle persone coinvolte. L’avvocato Nunzio Rosso, che insieme al fratello Francesco assiste i familiari dell’imprenditore Carmelo Leone, una delle vittime del crollo della palazzina, ha parlato dell’esistenza di un contratto tra l’affittuario e il conduttore dei locali al piano terra, l’imprenditore Alessandro Panarello. Secondo il legale, l’accordo regolava i rapporti tra le parti e comprendeva anche aspetti legati all’esecuzione dei lavori, elemento che viene indicato nell’ambito degli approfondimenti sulla tragedia.

Le dichiarazioni dell’avvocato Nunzio Rosso sono arrivate mentre la Procura prosegue gli accertamenti sul crollo dell’edificio di tre piani a Messina, in contrada Pistunina. Il legale dei familiari di Carmelo Leone ha affrontato il tema dei rapporti contrattuali che avrebbero regolato le attività nei locali interessati, spiegando l’esistenza di un documento alla base dei rapporti tra le persone coinvolte. La vicenda riguarda una delle vittime del crollo e si inserisce nella ricostruzione dei passaggi che precedono il cedimento della struttura.

Gli interrogatori degli indagati dopo il crollo della palazzina

Nell’inchiesta sul crollo di Messina è stato ascoltato anche Pasquale D’Alì, imprenditore edile messinese di 58 anni e uno dei tre indagati dalla Procura. L’interrogatorio si è svolto nella caserma dei carabinieri di Messina-Tremestieri davanti ai militari dell’Arma e alle sostitute procuratrici Anita Siliotti e Antonietta Ardizzone, che coordinano le indagini. D’Alì ha dichiarato di essere stato presente sul posto casualmente e di considerarsi una vittima dell’accaduto, mentre le ricerche delle due persone ancora disperse sotto le macerie continuano senza sosta.

Al termine dell’interrogatorio, l’avvocato Antonello Scordo, difensore di Pasquale D’Alì, ha riferito che il suo assistito ha risposto a tutte le domande dei magistrati. Secondo il legale, l’imprenditore avrebbe fornito un contributo utile alle indagini attraverso le risposte fornite agli inquirenti. La posizione di D’Alì viene quindi esaminata nell’ambito dell’inchiesta sul crollo della palazzina di Pistunina, una tragedia che ha provocato, ad ora, la morte di quattro persone.

Le ricerche tra le macerie e l’intervento con i mezzi

Il crollo della palazzina a Messina ha richiesto anche interventi per agevolare le operazioni tra le macerie e consentire la prosecuzione delle ricerche delle persone disperse. Il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani ha ringraziato l’amministratore delegato di Webuild, Pietro Salini, per aver risposto alla richiesta di mettere a disposizione mezzi idonei per favorire lo spostamento dei materiali presenti nell’area del disastro. La necessità di intervenire con strumenti adeguati era stata evidenziata fin dai primi momenti dal sindaco della città.

Nel quadro delle indagini sul crollo di Messina emergono quindi diversi elementi raccolti dagli investigatori attraverso gli interrogatori e le dichiarazioni dei difensori. Da una parte ci sono gli approfondimenti sui rapporti tra le persone coinvolte nei locali al piano terra, con il riferimento al contratto citato dall’avvocato Rosso, dall’altra le informazioni fornite da Pasquale D’Alì durante il confronto con i magistrati. Le attività investigative proseguono mentre restano in corso le operazioni nell’area della palazzina crollata a Pistunina.

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