Conte sulla guerra in Ucraina: "Europa disorientata, lasciamo il negoziato a Trump e agli Usa"
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Redazione Interno
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A margine di una conferenza stampa, il leader del Movimento Cinque Stelle Giuseppe Conte ha lanciato un giudizio tagliente sulla gestione europea del conflitto in Ucraina, aprendo una crepa nel campo progressista e scatenando reazioni infuocate. "Prendo atto che l’Europa è completamente disorientata", ha affermato Conte, il quale, senza usare giri di parole, ha aggiunto che Bruxelles "ha scommesso sulla vittoria sulla Russia e su questo adesso non c’è alternativa". La soluzione, secondo l’ex presidente del Consiglio, risiede ora oltre l’Atlantico: "Quindi lasciamo che a condurre il negoziato siano gli Stati Uniti". Una posizione netta, che ribalta le tradizionali coordinate della politica estera e fotografa, come ha poi precisato lo stesso Conte volendo circoscrivere le polemiche, "con rammarico la disastrosa situazione attuale", frutto secondo lui del fallimento di una strategia basata sui "colpi di invii di armi e di spese militari".
Il cortocircuito nella maggioranza e l'accostamento a Vannacci
Le dichiarazioni hanno immediatamente generato un terremoto politico, facendo emergere una frattura profonda con gli alleati di governo, in particolare con l’area riformista del Partito Democratico. La reazione, carica di sarcasmo, non si è fatta attendere: "Pensavo fosse Vannacci, invece era Giuseppe Conte". Il paragone, evocato da alcuni esponenti democratici, intende sottolineare una presunta deriva sovranista e isolazionista del leader pentastellato, accusato di smarcarsi dalla linea comune europea in un momento delicatissimo. La questione ucraina, dopo quella israelo-palestinese, si conferma dunque come un nodo polemico in grado di mandare in cortocircuito l’asse di maggioranza, rivelando visioni antitetiche sulla geopolitica e sul ruolo dell’Occidente. Quelle frasi, definite da molti "clamorose", hanno scatenato una levata di scudi, pur con le diverse sfumature che caratterizzano gli schieramenti.
Lo scenario internazionale e il piano di Zelensky per Trump
Il dibattito infuocato in Italia si inserisce in un contesto internazionale estremamente dinamico, dove i tavoli della diplomazia sono febbrilmente attivi. Il presidente ucraino, consapevole del mutato scenario con Donald Trump nuovamente alla Casa Bianca, ha infatti inviato al presidente americano un nuovo piano per risolvere il conflitto, in vista di una riunione online dei cosiddetti "Volenterosi". Sullo sfondo, come riportato dal Wall Street Journal, lo scontro tra Washington e i suoi alleati europei si sarebbe ormai spostato dai temi puramente militari e dei confini a quelli, altrettanto spinosi, del dopoguerra. La disputa sui negoziati, secondo quanto rivelato dal quotidiano finanziario, riguarderebbe ora principalmente le questioni economiche, creando una tensione nuova che potrebbe ridisegnare gli assetti continentali.
La battaglia sul dopo-guerra e i dossier USA-UE
L’amministrazione Trump, stando alle ricostruzioni, ha presentato ai partner europei dei documenti che delineano non solo la ricostruzione dell’Ucraina, ma anche il reinserimento della Russia nell’economia globale. Proposte che hanno scatenato una battaglia diplomatica sotterranea, ma non per questo meno aspra, sul futuro assetto dell’Europa. Sono in gioco, oltre alla sicurezza, interessi economici colossali e visioni strategiche contrapposte su come gestire l’ordine post-bellico. In questo quadro complesso, le parole di Conte su un’Europa "disorientata" e sulla necessità di affidare la guida del negoziato agli Stati Uniti colpiscono il cuore di una dialettica transatlantica già tesa, riflettendo, e al tempo stesso alimentando, un dibattito che travalica i confini nazionali e tocca il nervo scoperto della sovranità e dell’autonomia decisionale del Vecchio Continente.




