Il diavolo veste Prada 2, il rosso di Streep e Hathaway illumina la prima newyorkese
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Sul tappeto rosso del Lincoln Center, a New York, il rosso è stato molto più di una semplice scelta cromatica: è diventato il filo conduttore di una serata che ha riunito, dopo vent’anni esatti, i due volti simbolo di un fenomeno pop senza tempo. Meryl Streep e Anne Hathaway, ciascuna a suo modo icona di quel “Il Diavolo veste Prada” che nel 2004 conquistò il mondo, hanno sfilato in total red per la première del secondo capitolo, un evento che il jet set del cinema e della moda ha accolto come un ritorno alle origini. Se la prima, premio Oscar e interprete della temuta Miranda Priestly, ha indossato un lungo abito Givenchy abbinato a guanti neri – un dettaglio che richiamava la severità elegante del suo personaggio – la seconda ha invece sorpreso gli osservatori più attenti: dopo aver scelto il nero o comunque toni contrastanti in altre occasioni pubbliche, Hathaway ha virato decisa verso il rosso firmato Louis Vuitton, con un dress bustier dalla gonna anni Cinquanta che molti hanno letto come un omaggio esplicito alla prima campagna promozionale del film originale.
Un richiamo alla scarpa rossa che diventò un simbolo
Non è un caso, quello del rosso, né tantomeno una coincidenza. Chi ricorda la pellicola del 2004 sa bene che la famosa scarpa col tacco rosso – lanciata da Streep contro un muro di vetro nell’ufficio della Runway – è diventata negli anni un’immagine virale prima ancora che il termine esistesse. Ecco allora che entrambe le attrici, con una consapevolezza stilistica che non sfugge agli addetti ai lavori, hanno deciso di riprendere quel codice visivo per la première newyorkese. I gioielli di Hathaway, firmati Bulgari, hanno aggiunto un ulteriore livello di ricercatezza: un anello, orecchini con diamanti e rubini, e un bracciale Serpenti in madreperla. La presenza sul red carpet non si è limitata al duo protagonista: il cast completo del sequel, diretto ancora da David Frankel, ha sfilato accanto a numerose guest star, rendendo questa anteprima una delle più affollate di celebrità degli ultimi tempi.
Le parole di Meryl Streep e il fantasma di Anna Wintour
Interrogato da un giornalista proprio durante l’evento, Streep ha voluto chiarire un punto che da anni accompagna la sua interpretazione. “Non sto imitando Anna Wintour”, ha detto, “le assomiglio forse?”. Poi l’attrice ha aggiunto una frase che molti hanno interpretato come un atto di umiltà o, al contrario, come una sottile dichiarazione di indipendenza artistica: “Non sono intelligente come Anna Wintour, né così in forma o elegante come lei. Stasera lo sono, perché indosso Givenchy”. Una precisazione, la sua, che arriva a vent’anni di distanza dalle prime speculazioni su un presunto modello reale dietro Miranda Priestly. Nessuna conferma, nessun dietrofront: solo la constatazione che il personaggio, ormai entrato nell’immaginario collettivo, vive di vita propria.
L’attesa per le sale italiane e un sequel che non tradisce le attese
In Italia, “Il Diavolo veste Prada 2” arriverà dal 29 aprile, a due decenni esatti dal primo capitolo. La produzione ha mantenuto il nucleo originale del cast, arricchendolo con alcune illustri new entry che sono apparse sul tappeto rosso newyorkese. Quella che molti temevano potesse essere una semplice operazione nostalgia si è invece rivelata, almeno stando alla serata di gala, un evento capace di mobilitare l’industria dello spettacolo su scala globale. Anne Hathaway, che vent’anni fa indossava il rosso per una delle première del primo film, ha ripetuto quella scelta con una maturità espressiva diversa: il bustier Louis Vuitton e la gonna ampia rimandavano a Marilyn Monroe, ma declinata in chiave contemporanea. Nessun dettaglio sulla trama è emerso dal red carpet, e nessuna dichiarazione ufficiale ha anticipato i contenuti del sequel. Restano le immagini – quelle sì, eloquenti – di due attrici che, rigorosamente in rosso, hanno restituito al pubblico la stessa alchimia che fece la fortuna del primo film.




