Elkann vende Iveco all’indiana Tata, il governo vigila su occupazione e asset strategici
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Redazione Economia
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L’operazione industriale che porta la storica Iveco Group sotto il controllo di Tata Motors, colosso indiano dell’automotive, segna un nuovo passo nella ristrutturazione del portafoglio di Exor, la holding degli Elkann. Con un valore di 3,8 miliardi di euro per il ramo civile – a cui si aggiunge la cessione della divisione difesa a Leonardo – l’accordo consolida il disimpegno della famiglia Agnelli-Elkann da un settore, quello dei veicoli commerciali, che pure ha rappresentato per decenni un pilastro del gruppo.
Fonti di governo, pur riconoscendo il "valore delle tecnologie italiane" e le "nuove prospettive di crescita" legate all’ingresso di Tata, hanno sottolineato la necessità di vigilare sulla tutela dell’occupazione e della filiera produttiva. "L’esecutivo – si precisa – seguirà da vicino l’evoluzione dell’operazione, garantendo la salvaguardia degli asset strategici ai sensi della normativa vigente". Un passaggio non scontato, considerato che il settore dei veicoli industriali tocca interessi nazionali che vanno oltre il mero profilo industriale, coinvolgendo logistica e trasporti.
Tata Motors, dal canto suo, assicura che non sono previste chiusure "almeno per la durata degli accordi", ma è difficile ignorare le preoccupazioni legate a un trasferimento di know-how e a possibili riorganizzazioni future. L’indiana, che già controlla Jaguar Land Rover, punta a creare un "campione globale" dei veicoli commerciali, sfruttando il posizionamento di Iveco in Europa e Sudamerica. La struttura dell’acquisto, gestita tramite una società olandese, riflette la complessità finanziaria dell’operazione.
Intanto, il trasferimento del comparto difesa a Leonardo consolida il ruolo del gruppo italiano nel settore militare, sebbene rimangano da chiarire i dettagli sulle sinergie tecnologiche. Per Exor, l’affare – che porta a 5,5 miliardi il totale incassato tra Iveco, Magneti Marelli e Comau – rappresenta un’ulteriore razionalizzazione, mentre Elkann concentra risorse su Stellantis e altre partecipazioni.




