Benzina e diesel, stangata alla pompa: sulle autostrade il gasolio sfiora quota 2,5 euro al litro
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Redazione Economia
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La nuova ondata di rincari che ha investito i prezzi di benzina e diesel, alimentata dalle rinnovate tensioni in Medio Oriente e dal conseguente blocco delle petroliere nello Stretto di Hormuz, ha già prodotto i suoi effetti, e gli automobilisti italiani, specialmente quelli in viaggio, ne stanno facendo le spese. I listini, aggiornati dalle principali compagnie su raccomandazione di Eni, Ip, Q8 e Tamoil, segnano incrementi che vanno dai due ai dieci centesimi al litro, con il gasolio a subire i rincari più pesanti; una dinamica, questa, che porta il pieno a un'auto con serbatoio da cinquanta litri a costare mediamente cinque euro in più rispetto alla settimana scorsa.
I picchi in autostrada e il record in Sardegna
A certificare il balzo verso l'alto sono i dati rilevati dall'Osservatorio carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, elaborati da associazioni come il Codacons e testate specializzate come Staffetta Quotidiana. Se sulla rete ordinaria il prezzo medio del diesel in modalità self service si aggira intorno a 1,75 euro al litro, con punte che in alcune regioni, come la Puglia, superano abbondantemente quota 1,9, è sulla rete autostradale che la situazione si fa più critica. Qui, in molti distributori, la cosiddetta "soglia psicologica" è stata non solo raggiunta ma ampiamente superata: sulla A21 Torino-Piacenza, per esempio, il gasolio servito ha toccato i 2,519 euro al litro, mentre la benzina si attesta sui 2,389 euro, e non va meglio sulla A4 Milano-Brescia, con il diesel a 2,464 euro. Emblematico, poi, il caso della Sardegna, dove lungo la 131, nel Sassarese, il gasolio vola ormai verso i due euro, sfiorandoli in più di un impianto.
Le ragioni geopolitiche di un'impennata
All'origine di questa impennata non ci sono, o non solo, le consuete dinamiche speculative o il peso delle accise, pur sempre rilevante nel prezzo finale, quanto piuttosto un preciso e drammatico scenario bellico. L'offensiva lanciata da Stati Uniti e Israele contro l'Iran, con il presidente americano Donald Trump tornato alla guida della Casa Bianca, ha portato di fatto alla chiusura virtuale dello Stretto di Hormuz, un passaggio obbligato per circa un quinto del petrolio mondiale e per ingenti quantità di gas naturale liquefatto. Il blocco delle petroliere, con centinaia di navi in attesa o dirottate su rotte alternative più lunghe e costose, ha fatto schizzare le quotazioni del greggio Brent oltre la soglia degli ottanta dollari al barile, innescando un effetto domino che si ripercuote immediatamente sui prezzi alla pompa.
L'allarme degli autotrasportatori e i costi per le imprese
Se per il comune automobilista il rincaro si traduce in una spesa aggiuntiva immediata, le ripercussioni più strutturali preoccupano il mondo dell'autotrasporto e, a cascata, l'intero sistema dei consumi. Il gasolio, come spiegano le associazioni di categoria, incide in maniera preponderante sui bilanci delle imprese di logistica, rappresentando talvolta fino al trentacinque per cento dei costi operativi; un aumento così repentino, dunque, rischia di avere effetti a catena sul prezzo finale di tutte le merci trasportate su gomma, che in Italia rappresentano la quasi totalità dei rifornimenti. La paura, per molti settori produttivi, è quella di ritrovarsi intrappolati in una nuova spirale inflattiva, con l'aggravante di una dipendenza energetica che la crisi ucraina aveva già messo a dura prova.
La corsa al rifornimento e i prezzi regionali
La notizia dei rincari, nell'ultima notte, ha spinto molti automobilisti a fare rifornimento prima che i nuovi listini entrassero in vigore, ma per la stragrande maggioranza degli italiani l'impatto è stato inevitabile. In diverse province, da Monopoli a Veglie, da Foggia a Modugno, i prezzi del gasolio in modalità self service hanno già abbondantemente superato gli 1,9 euro, mentre in Toscana, a Firenze come a Livorno, il diesel servito veleggia stabilmente sopra i due euro. I prezzi medi nazionali, pur fotografando una realtà più contenuta, segnano comunque un trend in crescita costante, con la benzina in self che viaggia verso gli 1,7 euro e il gasolio che si avvia a superare stabilmente quota 1,75, tornando così sui livelli più alti degli ultimi undici mesi.




