Sanremo, sulle piattaforme vince Samurai Jay: "Ossessione" la più ascoltata
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il verdetto del Teatro Ariston, che ha incoronato Sal Da Vinci con il suo “Per sempre sì”, sembra già storia passata, archiviata nella dimensione effimera della televisione generalista. Perché la gara vera, quella che si gioca sul terreno minuto per minuto delle piattaforme di streaming e dei social media, racconta una narrazione profondamente diversa, quasi antitetica rispetto a quella sancita dai voti della sala stampa, del pubblico da casa e della giuria delle radio. A emergere con prepotenza dai dati diffusi da Spotify, Amazon Music e Apple Music è infatti il nome di Samurai Jay, il rapper ventisettenne di Mugnano di Napoli – all’anagrafe Gennaro Amatore – la cui “Ossessione” sta letteralmente polverizzando ogni record di ascolto, trasformando un diciassettesimo posto sul palco in una vittoria schiacciante nel mondo digitale.
Il brano, un reggaeton dalla struttura orecchiabile e dal ritmo incalzante, ha scalato le classifiche con una velocità impressionante, imponendosi al primo posto della Top 50 Italia di Spotify e conquistando una posizione – la numero 164 – anche nella ambitissima Top 200 Global della piattaforma, un traguardo che pochi brani italiani riescono a centrare con tale immediatezza. I numeri, del resto, parlano con una chiarezza inoppugnabile: “Ossessione” è stato il primo tra i trenta brani in gara a superare il milione di stream giornalieri, una soglia che ha poi abbondantemente valicato fino a raggiungere picchi vicini a 1,2 milioni, per un computo complessivo che, a pochi giorni dalla chiusura della kermesse, sfiora gli 8 milioni di ascolti. Un successo che non si limita alla sola piattaforma svedese, ma che trova conferma anche su Apple Music, dove il singolo occupa stabilmente la vetta della classifica italiana, e su YouTube, con il videoclip ufficiale – impreziosito dalle apparizioni di Belén Rodríguez, Brunori Sas e Rkomi – saldamente in posizione di tendenza.
Il podio dello streaming ridisegna la classifica di Sanremo
Se si analizzano nel dettaglio le graduatorie degli ascolti, emerge con chiarezza come il pubblico delle piattaforme on demand abbia premiato sonorità e artisti spesso distanti dai canoni della musica “sanremese” tradizionale. Alle spalle di Samurai Jay, a conferma di un trend che privilegia i ritmi urban e contemporanei, si piazza Sayf con “Tu mi piaci tanto”, un altro nome che sul palco dell’Ariston non aveva raggiunto le posizioni di vertice ma che nello streaming consolida un solido secondo posto, tallonato a sua volta da Ditonellapiaga e la sua energica “Che fastidio!”. Solo al quarto posto di questa classifica parallela troviamo il vincitore ufficiale Sal Da Vinci: il suo “Per sempre sì”, pur mantenendo una performance più che dignitosa con numeri che si aggirano intorno agli 850 mila stream giornalieri, deve cedere il passo a una nuova generazione di artisti che sembra intercettare con maggiore efficacia i gusti della fascia di pubblico più giovane e digitalizzata. Chiudono la top five Fedez e Marco Masini con “Male necessario”, a dimostrazione di come le collaborazioni e i featuring continuino a rappresentare un traino formidabile in termini di ascolti.
L’effetto social e il successo internazionale del vincitore
Parallelamente al dominio di Samurai Jay sulle piattaforme strettamente musicali, il fenomeno Sal Da Vinci assume contorni diversi ma ugualmente significativi se spostiamo l’analisi sul versante dei social network e dei mercati internazionali. Se su Spotify il suo brano si ferma al quarto posto, su TikTok “Per sempre sì” diventa un vero e proprio tormentone, con oltre 165 mila video creati dagli utenti che ne hanno fatto da colonna sonora a coreografie, reel e contenuti di ogni tipo, un dato che supera ampiamente la performance di “Ossessione” sullo stesso social. Ma è forse il dato relativo all’estero a raccontare la vera sorpresa di questa edizione: più del dieci per cento degli stream complessivi di “Per sempre sì” proviene infatti da fuori dai confini nazionali, con il brano che ha fatto il suo ingresso nella classifica globale di Spotify al centoseiesimo posto, spinto da aumenti esponenziali di ascolti in paesi come la Corea del Sud (+30%), l’Arabia Saudita (+22%) e diverse nazioni europee tra cui Estonia, Belgio e Germania. Un risultato che, nell’economia generale del Festival, rappresenta un viatico importante in ottica Eurovisiva, dimostrando una capacità di penetrazione internazionale che spesso manca ai prodotti musicali italiani.
La segmentazione del pubblico e le crescite record
L’analisi demografica condotta da Spotify sulle abitudini di ascolto restituisce infine un’istantanea nitida di come il pubblico si sia diviso davanti all’offerta musicale di questa edizione. Se Samurai Jay risulta il beniamino incontrastato della Gen Z e dei giovani adulti compresi tra i 18 e i 34 anni, e Ditonellapiaga domina nella fascia dei cosiddetti Millennial (35-44 anni), è ancora Sal Da Vinci a trionfare tra gli over 45, confermando la propria presa su un pubblico più tradizionale e legato alla melodia classica italiana. Un caso a sé è rappresentato da Sayf, unico artista capace di posizionarsi nella top five di tutte le fasce d’età, segno di una trasversalità che potrebbe garantire al suo brano una longevità particolare. Da non trascurare, infine, il fenomeno delle cosiddette “crescite record” in termini di ascoltatori mensili: le Bambole di Pezza registrano un incremento superiore al 2000%, seguite da Maria Antonietta e Colombre con percentuali vicine al 1900%, mentre Ditonellapiaga vede aumentare il proprio pubblico di quasi il 1000%. Numeri che certificano come il passaggio sul palco dell’Ariston resti, nonostante tutto, una macchina in grado di trasformare radicalmente le sorti di un artista, a prescindere dalla posizione in classifica.




