Commercialisti, dal 4 maggio 2026 i contributi alla cassa si pagano con l’F24

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Redazione Economia Redazione Economia   -   A partire dal prossimo 4 maggio 2026, e questo è un cambiamento che tocca da vicino l’intera categoria, i dottori commercialisti potranno finalmente versare i contributi alla propria cassa di previdenza utilizzando il modello F24. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione numero 13 dello scorso 1° aprile – un documento che era stato atteso per diversi mesi – ha ufficialmente istituito la causale contributo “E150”, una procedura che semplifica di fatto gli adempimenti burocratici per decine di migliaia di professionisti.

Una causale dedicata e un codice preciso da utilizzare

La nuova causale, che porta la denominazione completa “Cassa Nazionale di previdenza e assistenza a favore dei Dottori commercialisti - adempimenti CNPADC”, dovrà essere inserita all’interno della sezione del modello F24 riservata agli “Altri enti previdenziali e assicurativi”. In quella sede, il professionista – o il suo intermediario – dovrà indicare il codice ente “0015”, avendo cura di lasciare in bianco il campo relativo al codice sede. Non si tratta di un dettaglio secondario, visto che proprio quel campo, se compilato erroneamente, rischierebbe di bloccare la corretta imputazione del versamento.

Cosa si può versare e da quando è operativa la novità

Attraverso questo nuovo strumento, come si legge nella risoluzione pubblicata ieri, i commercialisti iscritti alla Cnpadc potranno regolarizzare non soltanto i contributi previdenziali e assistenziali ordinari, ma anche le eventuali sanzioni amministrative e gli interessi dovuti. La decorrenza operativa è stata fissata al 4 maggio 2026, una data che lascia poco più di un mese di tempo agli studi professionali per aggiornare i propri flussi contabili e informatici. La risoluzione numero 13/E, firmata il primo aprile, rappresenta dunque un tassello decisivo nel processo di digitalizzazione e uniformazione degli adempimenti fiscali e previdenziali.

L’impatto sulla gestione quotidiana degli studi professionali

Fino a oggi, lo ricorda indirettamente lo stesso provvedimento, i versamenti alla cassa dei commercialisti seguivano canali e scadenze diverse rispetto ad altri tributi o contributi obbligatori. Con l’introduzione della causale E150 – operativa dal 4 maggio – si riduce il margine di errore e si centralizza in un unico flusso informativo (quello dell’F24) una partita che riguarda la previdenza di base di un’intera professione. Nessuna modifica, invece, è stata annunciata per quanto riguarda gli importi o le aliquote: la novità è esclusivamente procedurale, ma non per questo meno rilevante. I commercialisti, d’altronde, sanno bene quanto la chiarezza negli strumenti di pagamento incida sulla corretta gestione della propria posizione assicurativa.

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