Che tempo che fa, gli ospiti dell’8 febbraio tra cinema e giustizia
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il salotto domenicale di Fabio Fazio, tornato regolarmente in onda sul Nove, ha proposto anche per la serata dell’8 febbraio 2026 un copione ormai consolidato, fatto di grandi interviste, attualità e quel mix di comicità e riflessione che contraddistingue il programma -2. La puntata, partita come di consueto con l’anteprima delle 19:30 affidata a Filippa Lagerback, ha visto susseguirsi sul palco una serie di personalità legate in particolar modo al mondo del cinema e della serialità televisiva, senza tralasciare lo spazio per l’analisi politica e sociale -1-7. L’alternanza tra i vari segmenti, dalle interviste più lunghe fino al caotico e amato “Tavolo”, ha scandito una serata che ha cercato di offrire allo spettatore uno spaccato variegato dell’attualità culturale italiana.
Tra gli ospiti di maggior rilievo, la presenza del regista Marco Bellocchio e dell’attore Fabrizio Gifuni ha portato in studio il peso di un’opera coraggiosa e necessaria -4. I due, infatti, sono stati invitati per parlare di “Portobello”, la serie HBO Original che ripercorre la drammatica vicenda giudiziaria che travolse Enzo Tortora, il celebre conduttore ingiustamente accusato di camorra e finito in carcere negli anni Ottanta -1-2. La serie, presentata in anteprima alla scorsa Mostra del Cinema di Venezia e in uscita sulla piattaforma il 20 febbraio, è stata descritta da Gifuni come un racconto che necessita di “grande responsabilità”, sottolineando come la rappresentazione di certe storie serva a non dimenticare gli errori del passato -2-4. Bellocchio, dal canto suo, ha spiegato la scelta di tratteggiare Tortora come una figura kafkiana, un innocente sorpreso e travolto da un incubo notturno, per rendere l’idea dello straniamento e della sorpresa di fronte all’arresto -2.
Dalla cronaca giudiziaria al motorsport, le storie si intrecciano sul Nove
Spazio anche alla finzione narrativa più leggera con l’arrivo di Luca Argentero e Giulia Michelini, protagonisti della nuova serie targata Netflix “Motorvalley”, ispirata al film “Veloce come il vento” e diretta da Matteo Rovere insieme ad altri registi -1-6. La serie, che debutterà il 10 febbraio sulla piattaforma streaming, è stata l’occasione per parlare di un certo tipo di cinema d’azione e di sentimenti legato al mondo dei motori, un genere che in Italia vanta una tradizione importante e che cerca di rinnovarsi con produzioni ambiziose -6. Al loro fianco, l’attrice Valeria Golino ha presentato “La gioia”, la pellicola diretta da Nicolangelo Gelormini che la vede protagonista e che arriverà nelle sale cinematografiche a partire dal 12 febbraio, portando in tv quel suo carisma misurato e intenso che da sempre la contraddistingue -1-3.
Non è mancato, ovviamente, il consueto approfondimento sui temi caldi dell’attualità e della politica italiana. Oltre al già citato Gherardo Colombo, che ha discusso del suo ultimo libro “La giustizia italiana in 10 risposte” in un periodo particolarmente sensibile per il dibattito pubblico in vista dei referendum, Fazio ha radunato un nutrito pool di firme del giornalismo -2-6. Francesco Costa, Fiorenza Sarzanini, Annalisa Cuzzocrea e Massimo Giannini si sono alternati ai microfoni per analizzare le vicende della settimana, affiancati dal virologo Roberto Burioni e dallo scrittore Antonio Scurati, in un confronto che ha cercato di districarsi tra i nodi della sanità, della comunicazione e della memoria storica -4-6-7.
Il tavolo e le incursioni di Littizzetto chiudono la lunga serata
Verso la mezzanotte, come da tradizione, il programma ha virato verso i toni più disimpegnati e goliardici de “Il Tavolo”. L’appuntamento fisso con la comicità corale ha visto radunarsi attorno a Fazio un gruppo eterogeneo di volti noti, pronti a strappare una risata o a lasciarsi andare a siparietti improvvisati -1. Tra i commensali di questa ottava puntata di febbraio, sedevano nomi come Mara Venier, reduce dal suo pomeriggio domenicale su Rai Uno, Orietta Berti, Mara Maionchi, Nino Frassica e la coppia formata da Lello Arena e Raul Cremona, oltre ad Alessia Marcuzzi, Giucas Casella e la Signora Coriandoli -6-7. Un microcosmo di intrattenimento puro, che ha funto da contrappeso alle interviste più strutturate della prima serata.
Non poteva mancare, infine, il contributo di Luciana Littizzetto, la cui “letterina” si è ormai trasformata in un doppio appuntamento fisso all’interno della scaletta. La comica torinese, con i suoi monologhi graffianti e ironici, ha commentato gli eventi più disparati della settimana, portando quella sua verve satirica che da anni rappresenta un marchio di fabbrica della trasmissione -2. Tra una battuta e l’altra, la sensazione è che il meccanismo del programma continui a funzionare proprio su questo equilibrio precario ma efficace: la capacità di passare con disinvoltura dal racconto di un’ingiustizia giudiziaria come quella subita da Tortora alla promozione di una serie tv o a un siparietto demenziale con i comici, il tutto senza mai perdere la cifra stilistica impressa dal suo conduttore.




