Il Gabibbo malmenato a Milano durante un servizio per Striscia la notizia: il ragazzo lo spintona e lo fa cadere a terra dopo una domanda sul biglietto della metro

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Non era mai accaduto in trentasei anni di storia, e il filmato, destinato a diventare un piccolo frammento di cronaca televisiva, è stato mandato in onda ieri sera durante la quarta puntata di “Striscia la notizia – La voce della presenza”, in prima serata su Canale 5. Il Gabibbo, l’inviato speciale per eccellenza del tg satirico, quello stesso pupazzone rosso che da decenni scende in campo per le battaglie civili e per smascherare i furbetti di ogni risma, è stato aggredito per le strade di Milano -1-2. Si trovava lì, il celebre pupazzo, per documentare due delle storiche crociate del programma: la lotta contro chi occupa abusivamente i posti riservati ai disabili e, soprattutto, la guerra senza quartiere a quelli che non pagano il biglietto della metropolitana, magari scavalicando con noncuranza i tornelli. Ed è stato proprio mentre stava svolgendo questo secondo compito, mentre si avvicinava a un ragazzo per chiedergli, con la sua inconfondibile voce, conto di quel comportamento, che la situazione è degenerata -3-4.

Il giovane, evidentemente infastidito dalla domanda e dalla presenza dell’ingombrante mascotte, ha reagito con una violenza inaspettata e del tutto sproporzionata. Invece di rispondere o di allontanarsi, ha prima spintonato il Gabibbo con decisione, facendolo cadere rovinosamente a terra, e poi, come se non bastasse, gli ha strappato il microfono di mano, dileguandosi subito dopo senza fornire alcuna spiegazione per il suo gesto -1-5. Una scena, quella della caduta e degli spintoni, che ha dell’incredibile, non solo per l’atto in sé, ma anche per il contesto reso ancora più surreale da un dettaglio non di poco conto: in questa particolare uscita, al Gabibbo prestava la voce niente meno che Al Bano, ospite di punta della puntata -3-6. Il pupazzone, per l’occasione, era persino agghindato con il panama e la sciarpa che sono parte dell’immagine del cantante di Cellino San Marco, un vezzo che rende l’aggressione, se possibile, ancora più grottesca -7-8.

La prima volta in 36 anni che qualcuno alza le mani sul pupazzo simbolo delle battaglie civili del tg satirico

L’episodio, avvenuto lo scorso lunedì 9 febbraio a Milano, segna uno spartiacque nella lunga storia del programma. Dal lontano 1° ottobre 1990, data della sua nascita, il Gabibbo non era mai stato fatto oggetto di violenza fisica -4-6. È un dato di fatto che colpisce, se si considera quante volte il pupazzo si sia trovato in situazioni di tensione, affrontando di persona, con la sua ironia e la sua irriverenza, i protagonisti di piccole e grandi malefatte. Si è sempre parlato di aggressioni verbali, di porte sbattute in faccia, di inseguimenti, ma mai, fino a questo momento, si era verificato un contatto fisico così diretto e violento da causare una caduta. La trasmissione, in un comunicato stampa diramato per annunciare il servizio, ha sottolineato con una punta di amarezza questa negativa primizia, ricordando come il Gabibbo sia stato da sempre il beniamino di generazioni di telespettatori e il simbolo di importanti campagne di civiltà -1-5.

L’intervento di Al Bano che, nei panni del Gabibbo, commenta l’aggressione con la consueta ironia

Lo stesso Al Bano, intervistato a proposito di quanto accaduto, ha voluto sdrammatizzare l’accaduto con una frase che sa quasi di battuta, presagio di ciò che si è visto in televisione. «Si è fatto male lui, non io», ha scherzato il cantante, riferendosi all'aggressore e invitando il pubblico a non perdere la puntata, perché «ne vedrete delle belle» -5-9. Oltre a prestare la voce al Gabibbo in questa missione speciale, Al Bano è stato anche ospite in studio, dove ha ripercorso alcuni dei suoi celebri tapiri d’oro e si è prestato a gare canore e fisiche con i conduttori Ezio Greggio ed Enzo Iacchetti -5-9. Resta il fatto, però, che l’immagine del pupazzo più amato della televisione italiana steso a terra, vittima di un’aggressione tanto insensata quanto improvvisa, è destinata a rimanere impressa, simbolo di un’escalation di intolleranza che, a quanto pare, non risparmia più nessuno.

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