Il Gabibbo spintonato e fatto cadere a terra a Milano: la prima aggressione in 36 anni di Striscia la notizia

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Per la prima volta in oltre tre decenni di storia, il Gabibbo, l’inviato speciale di Striscia la notizia per antonomasia, ci ha messo la faccia – o meglio, la sua vivace epidermide rossa – finendo vittima di un’aggressione fisica mentre stava svolgendo un servizio. L’episodio, destinato a far discutere non tanto per la gravità delle lesioni riportate dal pupazzone, quanto per l’inedito superamento di un limite che pareva invalicabile, è accaduto a Milano e le immagini sono state trasmesse durante la puntata di giovedì 12 febbraio, la quarta di questa edizione del tg satirico in prima serata su Canale 5. Il contesto in cui si è consumato lo spiacevole fatto è quello, consueto per le battaglie del programma, dei controlli contro i cosiddetti furbetti del biglietto della metropolitana, quelli che, scavalcando i tornelli o entrando senza Titolo di viaggio, sottraggono un servizio alla collettività. Il Gabibbo, con il suo fare irriverente e diretto, si stava avvicinando a un giovane per chiedergli spiegazioni sul perché non avesse pagato il biglietto quando la situazione è degenerata in modo del tutto imprevisto.

La dinamica dell’aggressione e la reazione del giovane

Le telecamere di Striscia hanno ripreso l’intero frangente: il giovane, infastidito dalla presenza del pupazzo e dalle sue domande, invece di allontanarsi o ignorare la provocazione, ha scelto la via della violenza fisica. Con decisione, ha spintonato il Gabibbo, facendolo cadere rovinosamente a terra, e come se non bastasse, gli ha anche strappato il microfono di mano per impedirgli di proseguire nel suo ruolo di inviato. Si tratta di un gesto che, al di là della cronaca, assume un significato simbolico non indifferente, andando a colpire un’icona della televisione italiana nata il primo ottobre del 1990, un personaggio che per generazioni di telespettatori ha rappresentato la satira, l’irriverenza ma anche una certa forma di difesa dei diritti civili. Il programma, attraverso un comunicato, ha sottolineato come la missione del Gabibbo fosse incentrata su due temi particolarmente cari alla trasmissione, la lotta all’evasione tariffaria sui mezzi pubblici e l’occupazione indebita dei posti auto riservati ai disabili, due fronti su cui il tg satirico conduce da anni una campagna di sensibilizzazione costante, a volte al limite del pattuglione.

Una voce d’eccezione per un servizio che ha fatto storia

A rendere la scena ancora più surreale, come hanno raccontato gli stessi autori e come si è visto nella messa in onda, è stato il fatto che per l’occasione il Gabibbo non parlava con la sua voce storica, ma aveva le fattezze e la voce di Al Bano, presente in studio come ospite della puntata. Il cantante, che ha prestato la sua inconfondibile timbrica al pupazzo, è apparso in video agghindato con panama e sciarpa, un’aggiunta di stile che ha reso l’aggressione, se possibile, ancora più stridente e paradossale, mescolando il mondo della musica leggera con quello dell’inchiesta di strada. L’episodio, del tutto inedito per la trasmissione, ha interrotto un record di cui il programma andava fiero: in 36 anni di apparizioni pubbliche, di invettive e di prese in giro, mai nessuno aveva alzato le mani sul Gabibbo, nonostante le situazioni tese e i confronti accesi con commercianti scorretti o utenti indisciplinati a cui i cronisti di Striscia ci hanno abituato.

Il racconto per immagini e il peso di un gesto inedito

Le immagini andate in onda mostrano con chiarezza il momento in cui il giovane, esasperato o semplicemente maleducato, decide di passare alle vie di fatto. Il pubblico, abituato a vedere il Gabibbo come un impunito e giocherellone dispensatore di critiche, si è trovato di fronte a una scena di vulnerabilità inedita per il personaggio. Lo spintone che lo fa cadere a terra non è solo un atto di intolleranza verso un giornalista, ma verso un simbolo popolare che, nella sua stazza imponente e nel suo carattere fumantino, ha sempre rappresentato una sorta di giustiziere invincibile. Che questo sia accaduto a Milano, città che proprio in quei giorni viveva l’attenzione mediatica legata alle Olimpiadi invernali, aggiunge un ulteriore strato di lettura a un episodio che la redazione di Striscia ha voluto rendere pubblico senza filtri, mostrando la cruda realtà di un’intervista sul campo che si trasforma in un'aggressione. I fatti, così come sono stati documentati, parlano di una reazione sproporzionata da parte del ragazzo, il quale, non riuscendo a gestire la provocazione (pur sempre bonaria e tipica del personaggio), ha scelto la strada della sopraffazione fisica, un gesto che ha lasciato di stucco gli stessi autori storici del programma, i quali non avevano mai dovuto archiviare un servizio in cui il loro simbolo più rappresentativo veniva malmenato.

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