Gli Stati Uniti autorizzano la vendita all'Italia di missili JASSM-ER a lungo raggio
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Redazione Interno
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Il Dipartimento di Stato americano, in un passo che consolida i legami strategici tra Washington e Roma, ha dato il suo assenso formale alla potenziale vendita all'Italia di un lotto di avanzati missili da crociera aria-superficie, i cosiddetti AGM-158B/B-2 JASSM-ER. Questi ordigni, dei quali è stata approvata la cessione dal governo del presidente Trump, rappresentano una significativa evoluzione delle capacità di deterrenza e di risposta, poiché possiedono una gittata estesa che permette di colpire obiettivi a centinaia di chilometri di distanza dal velivolo lanciatore, un fattore, quest'ultimo, che amplia notevolmente il raggio d'azione delle forze aeree.
I dettagli tecnici e procedurali dell'operazione
L'Agenzia per la Cooperazione alla Sicurezza della Difesa, il braccio esecutivo che gestisce queste transazioni, ha provveduto a notificare la decisione al Congresso, un passaggio obbligatorio che sancisce il completamento dell'iter autorizzativo interno agli Stati Uniti. L'Italia, che negli ultimi due anni ha incrementato gli acquisti di materiale bellico d'oltreoceano per cifre considerevoli, ha formalmente richiesto l'acquisto di cento unità del missile prodotto dalla Lockheed-Martin, un armamento progettato per essere lanciato da una varietà di cacciabombardieri, tra i quali probabilmente gli F-35 in dotazione all'Aeronautica Militare. L'accordo, il cui valore è stimato in circa trecentouno milioni di dollari, rientra in una logica di potenziamento delle capacità di un alleato storico nell'ambito della NATO.
Le ragioni strategiche dietro l'acquisizione
Secondo la comunicazione ufficiale diffusa, la vendita si inquadra nell'obiettivo statunitense di sostenere la politica estera e la sicurezza nazionale americana, migliorando al contempo le difese di una nazione alleata, descritta come "una forza per la stabilità politica e il progresso economico in Europa". L'acquisizione di tali sistemi d'arma, che possono essere impiegati in scenari ad alta intensità contro obiettivi fortemente protetti, risponde a una precisa esigenza di aggiornamento del parco missilistico nazionale, allineandolo con le minacce emerse negli ultimi anni in teatri di crisi non lontani dai confini europei. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, aveva del resto sottolineato in più occasioni la necessità di "pensare alla difesa e alla sicurezza" in un contesto internazionale profondamente mutato.
Il contesto più ampio degli approvvigionamenti militari
Questa autorizzazione giunge in un momento in cui gli investimenti nella difesa da parte dei paesi europei sono sotto i riflettori, anche alla luce di documenti programmatici che descrivono un panorama di sicurezza sempre più complesso. L'operazione, sebbene di per sé tecnica, assume quindi un valore simbolico non trascurabile, testimoniando la continuità della partnership militare transatlantica e la volontà italiana di dotarsi di strumenti all'avanguardia. L'iter, ora, passa alla fase negoziale e contrattuale tra i due governi, senza che siano previsti ulteriori ostacoli di natura politica da parte americana, dopo il via libera del Congresso.




