Giorgetti su Crédit Agricole e Banco Bpm: «Golden power, una legge che vale per tutti»
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Redazione Economia
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Il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, ha ribadito il principio di rigorosa neutralità nell'applicazione della legge sul golden power, in relazione alla possibile fusione tra Banco Bpm e Crédit Agricole Italia. Il ministro ha sottolineato di non avere "obiezioni politiche" ma di avere il dovere di far rispettare la normativa che tutela gli asset strategici nazionali.
Il principio di neutralità secondo Giorgetti
Rispondendo ai giornalisti, Giancarlo Giorgetti ha chiarito che la legge sul golden power viene applicata in modo uniforme a tutti. «Come l'ho fatta rispettare agli altri la farò rispettare a loro», ha dichiarato, escludendo così qualsiasi possibilità di trattamenti di favore per l'operazione che coinvolge le due banche.
Lo stato delle trattative tra Banco Bpm e Crédit Agricole
L'ipotesi di integrazione è tornata attuale dopo il fallimento dell'OPA di Unicredit. Gli advisor finanziari di entrambe le parti sono al lavoro per definire i dettagli, dalla struttura finanziaria alla governance della nuova entità. Un primo passo cruciale sarà il prossimo rinnovo del consiglio di amministrazione di Banco Bpm.
L'ostacolo tecnico di Anima Holding
Un ulteriore elemento di complessità è rappresentato da Anima Holding, il grande asset manager controllato da Banco Bpm. Il suo peso nell'operazione finanziaria rischia di complicare le trattative, costituendo un potenziale punto di attrito.
Un quadro di certezze giuridiche
Con il suo intervento, Giorgetti ha delimitato un preciso perimetro d'azione. L'approccio del governo, ancorato alla legge, frena gli entusiasmi ma offre un quadro di certezze giuridiche. Le parti sono chiamate a muoversi nella consapevolezza che l'ultima parola spetterà all'esercizio di uno strumento di difesa nazionale.




