Il governo valuta la mossa di Crédit Agricole su Banco Bpm

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Secondo voci non ufficiali, si sono tenuti colloqui tra emissari di Crédit Agricole e funzionari governativi per saggiare la fattibilità di un’integrazione futura con Banco Bpm. L’operazione, complessa, avrebbe inevitabili ripercussioni politiche e regolamentari sul panorama creditizio nazionale. Il risiko bancario italiano torna a scaldarsi, spostando il suo baricentro dalle piazze finanziarie ai ministeri.

Un ruolo di regia non nuovo questa non è la prima volta che Palazzo Chigi si trova a svolgere un ruolo in operazioni finanziarie di tale portata. All’epoca del governo D’Alema, l’avvocato Guido Rossi ebbe a dire che “l’unica merchant bank in cui non si parlava inglese era Palazzo Chigi”, un’affermazione efficace ma giudicata da molti un’esagerazione.

Il cantiere del rinnovo di Banco Bpm intanto Banco Bpm ha avviato il percorso per il rinnovo della propria governance, che si intreccia con le scelte strategiche sul futuro. La banca guidata da Giuseppe Castagna ha avviato discussioni con Crédit Agricole, suo primo azionista. L’obiettivo dichiarato è l’acquisto, da parte di Banco Bpm, delle attività italiane del gruppo francese, in un’operazione da circa sei miliardi di euro.

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