Gaza, solo 36 camion di aiuti entrati ieri: la crisi umanitaria si aggrava
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Redazione Esteri
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Mentre la situazione nell’enclave palestinese continua a deteriorarsi, soltanto 36 camion carichi di aiuti umanitari hanno varcato ieri i confini di Gaza, secondo quanto riportato dalle autorità locali. Una quantità irrisoria, se confrontata con il crescente bisogno di cibo, medicine e acqua potabile, che ormai scarseggiano in quasi tutta la Striscia. Fonti del governo di Gaza, citate da Sky News, hanno denunciato che buona parte dei rifornimenti viene saccheggiata a causa del "caos sistematico e deliberato" provocato, a loro dire, dall’occupazione israeliana.
Nonostante le promesse di aumentare gli aiuti, i convogli rimangono bloccati per giorni al valico di Rafah, dove – secondo testimonianze raccolte tra gli operatori umanitari – le autorità israeliane impongono tariffe esorbitanti per il transito, fino a mille euro a camion. Intanto, l’Italia ha annunciato l’invio di aiuti via aerea, ma quelli via terra stentano ad arrivare, lasciando la popolazione in balia di una crisi che assume contorni sempre più drammatici.
A confermarlo sono i dati diffusi dall’agenzia Wafa, secondo cui sei persone sono morte nelle ultime 24 ore per fame e malnutrizione, mentre gli ospedali della Striscia faticano a far fronte all’emergenza. Un quadro che contrasta con le dichiarazioni dell’inviato speciale statunitense Steve Witkoff, il quale ha sostenuto che "a Gaza non c’è fame", nonostante la scarsità di cibo.
Intanto, sui social network circolano video propagandistici che mostrerebbero palestinesi "satolli", alimentando una narrazione volta a sminuire la gravità della crisi. Una strategia comunicativa che, secondo osservatori indipendenti, mira a delegittimare le accuse di carestia e a respingere le critiche alla gestione israeliana degli aiuti.




