Garlasco, Sottile attacca l’ex inviata Ingrosso: «Ha tradito la redazione»

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   È tornato a parlare, e lo ha fatto senza mezzi termini, Salvo Sottile. Il conduttore di “FarWest”, in un video pubblicato sui suoi profili social, ha rivolto una serie di domande pesanti a Chiara Ingrosso, la giornalista che fino a poco tempo fa faceva parte della sua squadra e che negli ultimi giorni ha scelto di depositare un esposto contenente alcuni audio legati al delitto di Garlasco. «Per chi lavorava questa signora?», si chiede Sottile con un tono che lascia intendere tutto il suo disappunto, «con chi era in contatto, oltre che con la dottoressa Bruzzone?». L’accusa, formulata in modo diretto ma senza urlare, è quella di aver sostanzialmente tradito la testata: la Ingrosso, secondo quanto sostiene il conduttore, avrebbe continuato a collaborare con il programma mentre raccoglieva quelle che lui definisce «prove sotto copertura da consegnare a terzi». Un doppio gioco, insomma, che Sottile non intende minimamente sottacere.

Il nodo degli audio e la denuncia “troppo tardiva”

Il clima, a “FarWest”, è ormai rovente. La puntata del 5 maggio ne è stata la dimostrazione più evidente: già tesa di suo per l’esposto della Ingrosso – che evidentemente aveva infastidito non poco Sottile e l’intera redazione – la trasmissione ha dedicato un ampio spazio proprio agli audio depositati. E il conduttore non ha risparmiato un’altra stoccata alla sua ex collaboratrice: «Non voglio pensare male», ha detto, quasi trattenendosi, «ma lei poteva denunciare prima». Il dubbio, più che lecito, è che la giornalista abbia aspettato il momento più opportuno per trasformare se stessa in una notizia. Di qui la domanda che Sottile lascia sospesa nell’aria: perché la Ingrosso è rimasta in forze a “FarWest” da gennaio fino a marzo, se aveva tra le mani materiale che riteneva così rilevante? Una tempistica, quella scelta per uscire allo scoperto, che continua a sollevare più di una perplessità.

Antonio De Rensis contro la criminologa: «Miserabile? Parte operazione tribunale»

Dall’altra parte del fronte, ma sempre all’interno dello stesso caso giudiziario che non smette di accendere gli animi, si muove l’avvocato Antonio De Rensis. Il legale, che da tempo segue le vicende legate all’omicidio di Chiara Poggi, ha replicato con durezza a Roberta Bruzzone, la nota criminologa da sempre schierata sulla posizione di colpevolezza di Alberto Stasi. L’insulto («miserabile») che gli sarebbe stato rivolto – o comunque l’accusa sottintesa – ha scatenato la reazione del penalista: «Io miserabile?», ha detto, annunciando di fatto una controffensiva giudiziaria, quasi una «operazione tribunale» pronta a scattare. Il clima, in queste ore, è talmente surriscaldato che ogni dichiarazione rischia di diventare un ulteriore tassello di una guerra parallela, combattuta sui media molto più che nelle aule di giustizia.

L’intervento di Selvaggia Lucarelli e le critiche all’«inconsistenza» del pezzo

Sul caso degli audio sponsorizzati pubblicamente proprio dalla Bruzzone, è piombata anche la penna di Selvaggia Lucarelli. La giornalista e opinionista, sul Fatto Quotidiano, ha pubblicato un lungo articolo che però – a giudizio di chi segue da vicino la vicenda – sarebbe di «imbarazzante inconsistenza». Al netto delle maliziose insinuazioni alle quali la Lucarelli ha ormai abituato i suoi lettori, il pezzo non avrebbe risparmiato Antonio De Rensis, finito nel mirino di critiche piuttosto aspre. «Conoscendo i miei polli», scrive un osservatore partecipe, «mi è bastato leggere le prime righe per averne piena conferma». L’articolo della Lucarelli cerca di ricostruire le ragioni che hanno spinto Chiara Ingrosso a presentare l’esposto, ma per molti resta un intervento più utile a scaldate il dibattito che a chiarire i contorni, ancora sfumati, di questa nuova, rocambolesca stagione del caso Garlasco.

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