Garlasco, gli audio “spariti” e il faccia a faccia tra Napoleone e Nanni: le nuove crepe nel caso a ‘Farwest’
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Redazione Interno
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Il delitto di Garlasco torna a occupare le cronache giudiziarie e televisive con la stessa forza destabilizzante di un caso mai realmente archiviato nelle pieghe della coscienza collettiva. La nuova puntata di *Farwest*, in onda martedì 28 aprile alle 21.15 su Rai 3 con la conduzione di Salvo Sottile, promette di accendere i riflettori su ciò che molti definiscono un presunto complotto, una sorta di “regia” occulta capace, secondo alcuni, di orientare non solo il racconto mediatico ma persino le scelte investigative della Procura di Pavia. Non si tratta, in questo contesto, di rievocare i dettagli già triti di un omicidio che ha segnato un’intera epoca, quanto piuttosto di analizzare le crepe che emergono dalle nuove incongruenze processuali, a cominciare dal famoso arsenale di audio finiti al centro di un esposto carico di implicazioni inquietanti.
La criminologa e l’accusa “improbabile”
Di fronte all’ipotesi che coinvolge Andrea Sempio – il nome tornato prepotentemente alla ribalta dopo anni di oblio – Roberta Bruzzone sceglie la sua arma più affilata: la scrittura social, diretta e senza filtri. La criminologa, infatti, smonta pezzo per pezzo quello che definisce un “impianto narrativo” privo della necessaria solidità probatoria, definendo l’accusa “improbabile” e ai limiti della fantasia giudiziaria. Nel suo post, che ha già scatenato reazioni a catena negli studi televisivi, Bruzzone sottolinea come manchi, a suo avviso, quel tassello molecolare o testimoniale che trasforma un sospetto in una certezza. Non si tratta di difendere o accusare, ci tiene a precisare la sua scrittura, ma di ristabilire un principio sacrosanto: senza prove solide, anche la ricostruzione più suggestiva resta soltanto un’ombra mediatica.
Scontro diretto in tv e l’affaire degli audio “spariti”
Ed è proprio su questo crinale che si consuma lo scontro più duro tra Roberta Bruzzone e Salvo Sottile, con il caso del delitto di Garlasco che fa da sfondo a un botta e risposta carico di veli e sottintesi. Al centro della polemica, ormai, ci sono i cosiddetti audio “spariti”: messaggi vocali e registrazioni che una ex collaboratrice del programma *Farwest* ha consegnato – tramite un esposto formale – alla Procura di Milano. La donna sostiene che quei materiali siano stati occultati e che potrebbero contenere elementi decisivi per fare luce sul movente dell’omicidio. Bruzzone, interpellata a caldo, non ha usato mezzi termini: “Non siamo sorpresi”, ha commentato, lasciando intendere che la rimozione di certe prove risponda a una logica precisa, non certo a un caso.
L’incontro tra Napoleone e Nanni e la risposta al veleno
Non solo audio e indizi, però, perché la trasmissione di Sottile ha in serbo un altro momento di alta tensione: l’incontro – tanto atteso quanto improbabile – tra due figure che portano i soprannomi di “Napoleone” e “Nanni”. Se ne ignorano i dettagli biografici, anche perché le fonti disponibili non ne rivelano le generalità; ciò che conta, invece, è la posta in gioco. Il loro faccia a faccia, inserito all’interno della scaletta di *Farwest*, serve presumibilmente a confrontare versioni opposte su alcuni risvolti tecnici della custodia degli audio. Dopo la messa in onda della prima serata su Rai 3, la criminologa ha scelto nuovamente i social per rispondere (e non senza una punta di veleno) al conduttore, ribadendo la propria posizione: se gli audio erano così determinanti, perché nessuno li ha protetti o trascritti per tempo? Una domanda che resta sospesa, come tante altre, in questo intrico giudiziario.




