Gaza è una "zona di morte post-apocalittica", l'allarme dell'Onu e degli operatori umanitari
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Redazione Esteri
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«La realtà a Gaza è una realtà post-apocalittica. Tutto è stato distrutto, i combattimenti continuano. La zona è diventata una specie di zona di morte per la popolazione». Philippe Lazzarini, commissario generale dell’Unrwa, l’agenzia Onu per i rifugiati palestinesi, non usa mezzi termini nel descrivere ciò che resta della Striscia dopo mesi di bombardamenti israeliani. Le sue parole, rilasciate ad Al Jazeera, risuonano come un atto d’accusa contro una guerra che ha cancellato interi quartieri, lasciando dietro di sé solo macerie e una popolazione allo stremo.
A Rafah, ultimo baluardo prima del confine egiziano, le forze israeliane hanno completato l’accerchiamento, trasformando la città in una trappola per centinaia di migliaia di civili in fuga. «Nessuno è al sicuro», confermano i medici di Emergency, che ogni giorno si trovano a curare non solo i feriti dei raid, ma anche chi soccombe alle malattie infettive, alla mancanza di farmaci, alla fame. Scabbia, gastroenteriti e bronchiti si diffondono rapidamente nei campi profughi, dove l’acqua pulita è un ricordo e le condizioni igieniche sono al collasso. «Ci sono pazienti cronici, anziani, bambini malnutriti – racconta Giorgio Monti, coordinatore medico dell’organizzazione –. Senza medicine, molti non ce la fanno».
Il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, definisce la situazione «drammatica, catastrofica, vergognosa», sottolineando come la dignità di 2,3 milioni di persone sia stata calpestata. «Non possiamo pensare che siano tutti collusi col terrorismo», aggiunge, criticando implicitamente la narrazione che giustifica l’offensiva israeliana. Quello che accade a Gaza, però, rimane in gran parte invisibile: pochi osservatori internazionali hanno accesso alla Striscia, e chi è ancora sul terreno – come gli operatori dell’Unrwa e delle Ong – parla di un inferno quotidiano, dove anche i gesti più elementari, come trovare del cibo o un riparo, diventano una sfida impossibile.




