Tesoro, asta Btp da 6 miliardi e Bot annuale al 2,37% con i venti di guerra che spingono i rendimenti

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il Ministero dell’economia e delle finanze ha provveduto a collocare sul mercato, nel corso delle aste di metà marzo, un consistente ammontare di titoli di Stato, per la precisione 6 miliardi di euro di Btp e altrettanti 8 miliardi di Bot annuali, raccogliendo una domanda vivace che in entrambi i casi ha superato l’offerta, segno evidente di un appetito per il debito pubblico italiano che, complice il clima di tensione internazionale, si fa sempre più concreto. Le operazioni di collocamento, che hanno interessato principalmente la terza tranche del Btp con scadenza triennale e la quarta tranche del settennale con cedola al 3,15%, arrivano in una fase in cui le rinnovate ostilità nell'area del Golfo Persico, con le preoccupazioni per una possibile escalation che coinvolga l’Iran, stanno ridefinendo i portafogli degli investitori istituzionali e non solo, i quali tendono a rifugiarsi in asset considerati sicuri, sebbene con rendimenti in crescita.

Nel dettaglio delle singole emissioni, per quanto riguarda i Btp a medio-lunga scadenza il Mef ha immesso sul mercato esattamente 2 miliardi di euro del Titolo con tasso annuo del 2,40% e vita residua fino al 15 marzo 2029, un’operazione che ha visto affluire richieste per complessivi 3,22 miliardi, determinando così un rapporto di copertura pari a 1,61, un dato che da solo racconta quanto la caccia al rendimento, in un contesto di mercato azionario altalenante, si stia spostando sulla componente obbligazionaria governativa. Parallelamente, l’asta dei Bot a dodici mesi, andata in scena nella giornata di mercoledì 11 marzo, ha fatto registrare un rendimento medio ponderato semplice salito al 2,372%, segnando un incremento di ben trenta punti base rispetto all'analoga asta di febbraio, e questo rialzo dei tassi, che potrebbe apparire controintuitivo in fasi di fuga dal rischio, è in realtà la diretta conseguenza delle attese inflazionistiche legate al caro-energia e della necessità, da parte del Tesoro, di rendere i propri titoli competitivi.

La domanda sostenuta per il Btp a quindici anni e il nuovo Bot quotato al Mot

Per la quarta tranche del Btp con scadenza marzo 2033, titolo che offre una cedola annua lorda del 3,15%, il collocamento ha raggiunto l'importo massimo previsto dalla forchetta, toccando i 2,5 miliardi di euro, un risultato che conferma l'interesse degli investitori per le scadenze più lunghe, nonostante queste comportino una maggiore durata finanziaria e quindi una più elevata volatilità potenziale del prezzo. La decisione del Ministero di spingere sull'acceleratore delle emissioni a medio termine, in particolare sul settennale e sul quindicennale, si inserisce in una strategia di graduale allungamento della vita media del debito, cercando di cristallizzare tassi che, sebbene in rialzo, restano storicamente su livelli ancora gestibili per i conti pubblici, anche se è evidente che il contesto geopolitico potrebbe riservare sorprese.

Da giovedì 12 marzo, inoltre, il Bot annuale con scadenza fissata al 12 marzo 2027 ha fatto il suo ingresso ufficiale sul Mot, il Mercato Telematico delle Obbligazioni gestito da Borsa Italiana, dove è possibile acquistarlo e venderlo durante la sessione di borsa; il titolo, che ha codice Isin IT0005699340, era stato collocato l'11 marzo per un ammontare di 8 miliardi, con richieste che hanno toccato quota 11,52 miliardi, e la sua quotazione sul mercato secondario consentirà ora di valutarne l'effettivo gradimento al di là della fase di sottoscrizione. Gli operatori finanziari, dal canto loro, non possono fare a meno di monitorare con attenzione l'evolversi della crisi in Medio Oriente, considerato che un allargamento del conflitto potrebbe tradursi in un'impennata del prezzo del petrolio e, di riflesso, in una fiammata inflazionistica che spingerebbe ulteriormente al rialzo i rendimenti sovrani di tutta l'area euro.

L'ammontare complessivo dei Bot in circolazione e le dinamiche del collocamento

Alla data del 13 marzo 2026, la circolazione complessiva dei Bot ha raggiunto la cifra di 134.884.800.000 euro, un volume consistente che testimonia il ricorso costante del Tesoro a questo strumento di finanziamento a breve termine, particolarmente apprezzato dai risparmiatori per la sua semplicità e per l'esiguità del rischio, se confrontato con oscillazioni più ampie di altri comparti. Il rapporto di copertura registrato nell'asta Bot, pari a 1,44, indica una domanda robusta ma non esuberante, e questo dato, letto insieme all'aumento del rendimento medio, lascia intendere che il mercato sta progressivamente prezzando un rischio-Paese in lieve ma costante aumento, anche se lo spread resta ancora lontano dai picchi di fasi piuttosto turbolente.

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description: Il Tesoro colloca Btp per 6 miliardi e Bot annuali a tassi in rialzo. Domanda sostenuta per le scadenze a 7 e 15 anni. La crisi in Iran spinge i rendimenti.

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