Rogo ad Airola, fiamme nell’area industriale: vigili del fuoco e Arpa in azione

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nel primo pomeriggio di ieri, ad Airola, in provincia di Benevento, un vasto incendio è divampato all’interno del sito di stoccaggio rifiuti della Eco Energy, situato in via Carracciano. Alle prime luci dell’alba, il fumo risultava ancora denso e ben visibile nella zona industriale, a testimonianza della difficoltà di domare le fiamme. L’impianto, sottoposto a sequestro giudiziario già da alcuni anni, rappresenta il fulcro di un intervento complesso, che ha mobilitato risorse considerevoli per contenere i danni e scongiurare conseguenze più gravi per l’ambiente circostante.

Un dispositivo di soccorso imponente

Per fronteggiare l’emergenza, i vigili del fuoco del comando provinciale di Benevento hanno ricevuto rinforzi da diverse province limitrofe; squadre specializzate sono giunte da Bonea, Salerno, Avellino e Caserta, portando il numero complessivo degli operatori impegnati ad almeno venti unità. Le operazioni di spegnimento, coordinate sul campo, hanno richiesto l’impiego di autobotti e mezzi con bracci elevatori per raggiungere i focolai più pericolosi, in un contesto reso critico dalla natura dei materiali in combustione.

Le fiamme, dopo essersi propagate all’interno del deposito della Eco Energy, hanno interessato anche un capannone adiacente, di proprietà di un’altra azienda attiva nel trattamento e smaltimento dei rifiuti, aggravando ulteriormente le condizioni operative per i soccorritori.

Monitoraggio ambientale e rischi per la salute

Parallelamente alle attività di spegnimento, l’Arpa Campania ha attivato un piano di monitoraggio straordinario per valutare la qualità dell’aria e la presenza di sostanze tossiche potenzialmente rilasciate dalla combustione. I tecnici dell’agenzia regionale hanno posizionato un campionatore ad alto flusso lungo la direzione della colonna di fumo osservata al momento dell’inizio dei prelievi, concentrando l’attenzione su parametri critici quali diossine, furani e policlorobifenili diossina-simili aerodispersi.

Le analisi, avviate tempestivamente, mirano a determinare l’effettiva diffusione degli inquinanti nell’atmosfera, fornendo dati preziosi per le autorità sanitarie e per definire eventuali misure di protezione civica.

L’appello del primo cittadino

Il sindaco di Benevento, Clemente Mastella, ha diramato un’ordinanza di carattere precauzionale rivolta alla popolazione, invitando i residenti a tenere chiuse porte e finestre per limitare l’esposizione a eventuali ricadute di particolato nocivo. La raccomandazione, formulata in via cautelativa, arriva in un momento in cui i dati relativi alla qualità dell’aria non sono ancora definitivi, ma la necessità di agire con prudenza è apparsa immediata agli occhi dell’amministrazione comunale.

L’invito si estende anche alle attività produttive e commerciali della zona industriale, dove l’odore acre di bruciato persiste nonostante i tentativi di contenere il fronte del rogo.

Le indagini e il contesto giudiziario

La Eco Energy, già da tempo sottoposta ad amministrazione giudiziaria, si trova al centro di una vicenda che solleva interrogativi sulla gestione dei rifiuti e sulle condizioni di sicurezza degli impianti di stoccaggio. Le fiamme, sviluppatesi in un’area già segnata da precedenti provvedimenti della magistratura, richiamano l’attenzione sulle dinamiche operative del sito e sulla sua conformità alle normative ambientali.

Le autorità competenti stanno raccogliendo elementi per ricostruire l’origine del rogo, senza escludere alcuna pista, in attesa che i rilievi tecnici e le immagini delle telecamere di sorveglianza possano fornire un quadro più chiaro. Nel frattempo, i vigili del fuoco proseguono le operazioni di bonifica, mentre l’Arpa Campania continua a campionare l’aria per restituire un quadro il più possibile accurato dell’impatto ambientale generato dall’incendio.

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