L'Ivass dà attuazione all'oblio oncologico, stop per le assicurazioni a visite e domande

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Un provvedimento dell'Ivass, che impone alle compagnie di assicurazione di adeguarsi senza indugio alla legge sull'oblio oncologico, segna una svolta decisiva per milioni di italiani guariti da un tumore. La norma, approvata nel dicembre del 2023, aveva infatti creato un diritto ma non i meccanismi per esercitarlo concretamente, lasciando in una sorta di limbo giuridico quanti, superati i termini stabiliti, avrebbero dovuto vedere cancellata ogni traccia della loro passata malattia nelle pratiche assicurative. L'intervento dell'istituto di vigilanza, perentorio nel suo dettato, colma ora quel vuoto e trasforma un principio in una tutela effettiva.

Il contenuto della direttiva alle compagnie

La circolare emanata dall'Ivass stabilisce, con precisione cogente, che le società non potranno più sottoporre a visite mediche né avanzare richieste specifiche riguardanti pregresse patologie oncologiche quando il richiedente abbia superato il periodo di attesa fissato dalla legge. Quest'ultimo, come è noto, è fissato a dieci anni dalla conclusione delle terapie attive, in assenza di recidive. Di più, l'istituto impone alle compagnie di procedere alla cancellazione dei dati sanitari sensibili già in loro possesso, operazione che dovrà essere completata entro trenta giorni dal momento in cui viene acquisita la certificazione che attesta il rispetto dei suddetti parametri temporali.

Le implicazioni pratiche del nuovo corso

La portata del provvedimento, che si inserisce in un quadro normativo europeo sempre più attento alla protezione dei dati personali e al contrasto delle discriminazioni, è dunque rilevante. Viene meno, per un'intera categoria di cittadini, quell'onere della dichiarazione che spesso si traduceva in un aggravio dei premi o in un diniego della copertura, di fatto perpetuando una condizione di svantaggio ben oltre la guarigione clinica. Si pongono così le basi per un rapporto paritario tra assicuratore e assicurato, dove la storia oncologica, una volta trascorso il decennio, non costituisce più elemento di valutazione, né può essere trattenuta negli archivi delle società.

Uno sguardo al contesto e alle prospettive

La questione dell'oblio, che affonda le sue radici in battaglie civili di lungo corso, rappresenta un tassello fondamentale nel più ampio percorso di reintegrazione sociale delle persone che hanno sconfitto un tumore. Rimangono, è vero, altri fronti aperti, come quello dell'accesso al credito o delle dinamiche in ambito lavorativo, dove percorsi analoghi di piena attuazione normativa sono ancora in divenire. Tuttavia, l'azione dell'Ivass, per il settore di sua competenza, delinea un perimetro chiaro di diritti e doveri, vincolante per gli operatori e finalmente fruibile per gli interessati, segnando un punto di non ritorno nella cancellazione di un'etichetta che pesava più della malattia stessa.

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