Acerra, bimba sbranata dal pitbull: il padre positivo all’hashish e il ddl sulle razze pericolose

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   La tragedia che ha sconvolto Acerra, in provincia di Napoli, ha riacceso il dibattito sulla pericolosità di alcune razze canine e sulle responsabilità dei proprietari. Una bimba di nove mesi, Giulia, è stata sbranata nel sonno da Tyson, il pitbull di famiglia, mentre dormiva accanto al padre, Vincenzo Loffredo, 25 anni, risultato positivo all’hashish ma negativo a cocaina e oppiacei. La madre, Angela Castaldo, 22enne, era al lavoro in una pizzeria al momento dell’aggressione. L’uomo, indagato per omicidio colposo, ha dichiarato di non essersi accorto di nulla, sostenendo di essere stato sorpreso dal sonno profondo.

Gli investigatori della Polizia di Acerra, coordinati dalla Procura di Nola, stanno cercando di ricostruire l’accaduto attraverso i filmati delle telecamere di sorveglianza installate nel quartiere popoloso Ice Snei, dove la famiglia risiedeva. Le immagini potrebbero chiarire se ci siano state omissioni o negligenze da parte del padre, il cui stato alterato al momento dei fatti è stato confermato dalle analisi tossicologiche. Nonostante la gravità dell’episodio, non sono state trovate tracce di sangue sul cane, un dettaglio che alimenta ulteriori interrogativi.

Intanto, la senatrice Raffaella Paita, coordinatrice nazionale di Italia Viva, ha presentato un disegno di legge per vietare la vendita di razze considerate pericolose, come i pitbull. La proposta arriva dopo l’ondata di indignazione suscitata dal caso di Acerra e si inserisce in un contesto già sensibile, dove l’assessore toscano ed educatore cinofilo aveva precedentemente proposto il “Daspo cinofilo” per limitare la detenzione di cani aggressivi. Il ddl punta a regolamentare il commercio di queste razze, spesso al centro di cronache nere per aggressioni a persone o altri animali.

Il caso di Giulia non è isolato: episodi simili, seppur meno drammatici, si sono verificati in diverse parti d’Italia, sollevando interrogativi sulla necessità di una normativa più stringente. Tuttavia, il dibattito si scontra con la posizione di chi sostiene che la pericolosità di un cane dipenda principalmente dall’educazione e dal controllo da parte del proprietario, piuttosto che dalla razza in sé.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.