Agenzia delle Entrate chiarisce le scadenze per concordato e ravvedimento

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L'Agenzia delle Entrate, attraverso un interpello reso noto di recente, fornisce delucidazioni essenziali per orientarsi nel complesso panorama degli adempimenti fiscali, con particolare attenzione a quei contribuenti la cui attività non si svolge secondo il canonico ritmo dell'anno solare. La disciplina del concordato preventivo biennale, che il decreto legislativo numero 13 del 2024 ha introdotto nel nostro ordinamento, presenta infatti delle specificità di calcolo per le imprese i cui esercizi, chiudendosi in un momento differente dal 31 dicembre, seguono una tempistica del tutto peculiare. Stabilire con precisione le scadenze, un aspetto di fondamentale importanza per evitare l’irrogazione di sanzioni, diventa quindi un'operazione che richiede un'analisi attenta del proprio periodo d'imposta, un dato che influisce direttamente sulla finestra temporale concessa per regolarizzare la propria posizione.

La procedura per chi ha omesso la dichiarazione

Per coloro i quali, avendo un periodo d'imposta coincidente con l'anno solare, non hanno ottemperato all'obbligo di presentare il modello Redditi entro lo scorso 31 ottobre, è stata disposta una possibilità di rimedio, che si concretizza entro una data ben precisa. L'Agenzia ha infatti fissato al 29 gennaio 2026 il termine ultimo per porre mano a questa omissione, presentando quanto prima il documento in questione, sebbene in ritardo. A questo adempimento, che tecnicamente prende il nome di dichiarazione tardiva, deve essere necessariamente abbinato il versamento di una sanzione amministrativa, il cui importo, in questo caso specifico, è stato quantificato in venticinque euro, una somma piuttosto contenuta se paragonata alle penalità usualmente previste dal nostro sistema tributario per inadempienze di questo tipo.

Il coordinamento tra ravvedimento speciale e concordato

Un punto di notevole delicatezza, sul quale l'Interpello 284 del 2025 fornisce un'interpretazione autorevole, riguarda il rapporto di consequenzialità esistente tra due distinti istituti, il cosiddetto ravvedimento speciale per gli anni 2018-2022 e il nuovo concordato preventivo biennale. Per una società il cui esercizio non segue il calendario solare, è emerso che la scadenza per aderire al primo dei due strumenti poteva teoricamente collocarsi in un momento antecedente rispetto a quello previsto per il secondo. Ciò nonostante, e qui risiede il cuore della questione, il perfezionamento effettivo di quel ravvedimento speciale rimaneva, e rimane, subordinato a una condizione imprescindibile: l'adesione formale al concordato preventivo biennale deve comunque avvenire, e farlo entro il termine perentorio stabilito per la presentazione della dichiarazione dei redditi dell'esercizio di riferimento, senza la quale l'intera operazione perde di efficacia.

Un esempio pratico per le scadenze del concordato

Per rendere più tangibile l'applicazione di queste regole, l'Agenzia delle Entrate formula un esempio concreto, prendendo in esame il caso di un soggetto il cui periodo d'imposta si chiude sistematicamente il 30 giugno di ogni anno. In una simile ipotesi, la proposta di concordato preventivo biennale deve obbligatoriamente tenere conto di questa specificità, adeguando di conseguenza tutte le scadenze operative. Pertanto, per un esercizio che si è chiuso il 30 giugno 2024, la data ultima per formalizzare l'adesione al patto non viene calcolata genericamente, ma viene individuata con precisione nel 30 aprile 2025, che corrisponde, non a caso, al termine ultimo per la presentazione della dichiarazione dei redditi relativa a quello specifico periodo di imposta, un arco di tempo che, come si evince, risulta sensibilmente differente da quello ordinario.

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