Ravvedimento speciale per il concordato biennale, fissate regole e scadenze
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Redazione Economia
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L’Agenzia delle Entrate, con un provvedimento del 19 settembre scorso, ha dettagliato le modalità operative per accedere al cosiddetto “ravvedimento speciale”, uno strumento concepito per agevolare l’adesione al concordato preventivo biennale. La misura, che trae origine dall’articolo 12-ter del decreto legge 84 del 2025, si configura come un’ulteriore opportunità per quei contribuenti – in particolare i professionisti – che intendono regolarizzare la propria posizione per gli anni passati, dal 2019 al 2023, prima di sottoscrivere l’accordo per il futuro.
L’iniziativa legislativa, convertita nella legge 108 del 2025, persegue l’obiettivo di incentivare una spontanea emersione dei carichi fiscali pregressi attraverso il pagamento di un’imposta sostitutiva; un meccanismo che, sebbene faciliti il riallineamento con il fisco, non sospende tuttavia l’operato dell’amministrazione finanziaria. L’Agenzia, infatti, ha tenuto a precisare che i benefici connessi al concordato e al ravvedimento speciale sono subordinati alla correttezza dei dati dichiarati, lasciando intatti i normali termini per l’esercizio dei controlli e per le eventuali contestazioni.
Un nodo cruciale, particolarmente avvertito dai lavoratori autonomi, concerne l’interpretazione dell’articolo 11 del decreto legislativo 13 del 2024, come modificato dall’articolo 9 del Dlgs 81 del 2025. La norma, la cui applicazione pratica è tuttora al centro di un vivace dibattito, impone infatti che, per i professionisti operanti in forma associata – si pensi agli studi associati, alle Stp o alle Sta – l’adesione al concordato preventivo biennale debba essere obbligatoriamente sottoscritta da tutti i soggetti componenti la struttura, singoli e ente collettivo, senza eccezioni.




