Castellammare, nel loculo di famiglia c'è una sconosciuta: indagano i carabinieri
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Redazione Interno
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Una donna di 43 anni si è presentata ai carabinieri della stazione di Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli, per denunciare che il loculo acquistato anni fa nel cimitero cittadino risulta occupato da una salma sconosciuta. Sulla lapide di marmo compare infatti il nome di un'altra defunta, nata nel 1938 e morta il 4 dicembre 2025, mentre della madre della denunciante, che lì era stata tumulata, non c'è più traccia.
La scoperta davanti alla tomba
La donna era andata al cimitero con i fiori in mano, nei giorni dedicati alle visite ai defunti, per pregare davanti alla tomba dei suoi cari. Davanti al loculo regolarmente acquistato, però, ha trovato una scena che non si aspettava: l'iscrizione riguardava una persona che non conosceva e, accanto alla lapide, c'era un'altra donna sconosciuta intenta a pregare per quella defunta.
La 43enne ha spiegato di non tornare al cimitero da un anno esatto. In quel lasso di tempo, dunque, la sepoltura sarebbe stata modificata senza che la famiglia ne fosse informata: la tumulazione della sconosciuta risale infatti alla fine del 2025, quando il loculo, secondo la denuncia, era già destinato alla madre.
L'inchiesta della procura di Torre Annunziata
Sul caso ha aperto un fascicolo la procura di Torre Annunziata, guidata da Nunzio Fragliasso, mentre i carabinieri hanno acquisito alcuni documenti dell'archivio cimiteriale per ricostruire che cosa sia accaduto. Gli accertamenti puntano a stabilire chi abbia autorizzato la tumulazione della donna nata nel 1938 in un loculo già assegnato e, soprattutto, dove si trovi oggi la salma originariamente sepolta, che al momento risulta dispersa.
La disciplina nazionale sulla polizia mortuaria, contenuta nel decreto del presidente della Repubblica 285 del 1990, attribuisce al sindaco la regolazione ordinaria di estumulazioni e traslazioni, mentre ogni concessione di sepoltura deve risultare da uno specifico atto formale. Per i loculi, il decreto 254 del 2003 fissa in venti anni il termine oltre il quale scatta la scadenza per i cadaveri tumulati. Nel caso di Castellammare, secondo la denuncia, il loculo era stato acquistato regolarmente anni prima.
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