Milano-Cortina, Sighel e la stoccata su Fontana: “Con lei non siamo squadra”

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L’oro nella staffetta mista dello short track, quella vinta insieme sul ghiaccio del Forum di Assago pochi giorni fa, sembrava aver consegnato all’immaginario collettivo l’istantanea di un gruppo unito e coeso, capace di trascinare il pubblico di casa fino al gradino più alto del podio -2. E invece, a distanza di poche ore, quella fotografia si è sgretolata sotto il peso di dichiarazioni che lasciano poco spazio all’interpretazione, rivelando crepe profonde all’interno della nazionale azzurra. Pietro Sighel, il compagno di squadra con cui Arianna Fontana ha condiviso quella cavalcata trionfale, ha rotto gli indugi in un’intervista rilasciata a La Repubblica, e le sue parole, riportate da diverse testate, hanno gelato l’entusiasmo -1. “Arianna Fontana? E chi la conosce”, ha esordito il pattinatore trentino, un’affermazione secca che suona come una pietra tombale su quella che, all’esterno, poteva apparire come una semplice convivenza sportiva.

Le ragioni di una frattura che viene da lontano

Non si tratta, a sentire Sighel, di una semplice antipatia personale o di un alterco legato alla tensione del momento, bensì di una frattura ben più radicata e che affonda le sue origini in scelte di vita e di carriera. “Da otto anni si allena all’estero, è una sua scelta”, ha proseguito senza mezzi termini, motivando così la distanza che percepisce tra sé e la plurimedagliata di Berbenno. Una distanza che, secondo la sua ricostruzione, rende impossibile parlare di vero spirito di squadra al di là dei pochi minuti passati in pista per onorare la competizione. “Di sicuro con lei non siamo una squadra, se non per i due minuti e mezzo in pista”, ha aggiunto, quasi a voler ridimensionare il significato di quel metallo prezioso conquistato insieme, riducendolo a una mera questione tecnica e non a un’espressione di affiatamento collettivo -1. Una presa di posizione, la sua, che riapre vecchie ferite e che rinfocola tensioni sopite, riferibili a vicende risalenti al 2019, quando Fontana accusò due compagni di averla fatta cadere in un allenamento. Una vicenda, quella, che si è chiusa solo di recente con l’assoluzione dei due pattinatori coinvolti -1.

La stoccata e il riconoscimento del valore altrui

Non pagò di aver messo in dubbio il legame con Fontana, Sighel ha voluto ribadire il concetto, spostando l’asse del riconoscimento su altre atlete. Nel suo ragionamento, infatti, c’è spazio per esaltare il percorso e la crescita di chi, invece, ha scelto di rimanere e condividere quotidianamente il lavoro in Italia. “Quelle davvero brave sono le nostre ragazze, che hanno saputo fare squadra e crescere anche senza di lei”, ha dichiarato, rincarando la dose e alimentando ulteriormente il dibattito -5. Un attacco frontale, il suo, che arriva in un momento delicatissimo, proprio mentre la Fontana, da par suo, rispondeva sul ghiaccio conquistando un argento nei 500 metri che vale la tredicesima medaglia olimpica in carriera, eguagliando così il leggendario schermidore Edoardo Mangiarotti e diventando l’italiana più medagliata di sempre ai Giochi -3-8.

Un clima già teso dopo l’esultanza polemica

Va detto, per completezza, che il carattere di Pietro Sighel non è certo una scoperta di questi ultimi giorni. Già al momento del trionfo nella staffetta mista, il suo modo di esultare aveva sollevpi qualche sopracciglio: quel tagliare il traguardo voltando le spalle agli avversari era stato interpretato da alcuni come una provocazione, tanto da costringerlo a una pubblica precisazione. “Non volevo mancare di rispetto a nessuno, solo degli idioti possono pensare che fosse una presa in giro”, si era giustificato lui, spiegando di aver voluto dedicare quel gesto al pubblico di casa -1. Se allora si poteva pensare a un eccesso di foga dettato dall’emozione, le parole successive su Fontana dipingono un quadro diverso, quello di un rapporto inesistente o quanto meno logoro, che nulla ha a che vedere con l’euforia del momento e che getta un’ombra lunga sulle dinamiche interne alla squadra azzurra di short track, nonostante i successi che continuano ad arrivare dal ghiaccio di Milano-Cortina.

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