Rogo di Crans-Montana, Sofia e Francesca raccontano il ritorno alla vita
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Sofia Donadio e Francesca Nota, sopravvissute al rogo di Crans-Montana, raccontano il difficile percorso per tornare alla vita di prima dopo l’incendio che ha sconvolto la notte di Capodanno nel locale Le Constellation. Le due ragazze milanesi hanno parlato della loro esperienza e del desiderio di recuperare una quotidianità fatta di scuola, amicizia e momenti semplici.
Ospiti di “Verissimo”, Sofia e Francesca hanno spiegato che il legame tra loro è diventato ancora più forte dopo la tragedia. La scuola rappresenta uno dei primi passi verso la normalità: tornare in classe insieme significa riprendere una parte della vita interrotta dall’incendio. Francesca ha raccontato di non riuscire a immaginare la propria esistenza senza l’amica, mentre Sofia ha indicato come obiettivo per il futuro la possibilità di tornare alle abitudini condivise prima dell’accaduto, come uscire la sera e studiare insieme.
Le ferite e il ricordo della notte dell’incendio
Il rogo del locale Le Constellation, nella località svizzera di Crans-Montana, ha coinvolto numerosi giovani durante i festeggiamenti di Capodanno. Le autorità hanno ricostruito un bilancio di 41 vittime e oltre cento persone ferite, mentre le indagini hanno cercato di chiarire la dinamica dell’incendio e le eventuali responsabilità legate alla sicurezza della struttura.
Sofia e Francesca hanno ricordato quei momenti attraverso immagini rimaste impresse nella memoria. Francesca ha raccontato di aver pensato di morire, di aver avuto freddo e di aver chiesto acqua mentre cercava di capire cosa stesse accadendo. Sofia ha descritto la paura vissuta all’interno del locale e gli attimi in cui ha cercato una via d’uscita. La loro testimonianza si concentra soprattutto sulle conseguenze personali di quella notte, tra cure mediche, riabilitazione e il rapporto che le ha sostenute durante il recupero.
Il racconto di Leonardo Bove e Kean Talingdan
Anche Leonardo Bove e Kean Talingdan hanno raccontato la loro esperienza dopo essere sopravvissuti al rogo. I due ragazzi milanesi hanno spiegato che quella vacanza era iniziata come un momento speciale, organizzato insieme agli amici, prima di trasformarsi in una situazione drammatica dalla quale hanno cercato di salvarsi.
Kean ha ricordato di essere svenuto sulle scale e di essersi ripetuto che non poteva morire lì. Leonardo ha invece sottolineato la necessità di conoscere cosa ci sia stato dietro l’accaduto, spiegando che la domanda riguarda non solo i ragazzi coinvolti ma anche le loro famiglie e le istituzioni. Il gruppo era arrivato in Svizzera partendo da Milano e aveva vissuto i primi giorni come una vacanza indimenticabile prima della tragedia.
La richiesta di chiarezza sulla sicurezza dei locali
Le testimonianze dei sopravvissuti hanno riportato l’attenzione sulle condizioni del locale e sulle circostanze che hanno preceduto l’incendio. In precedenza Sofia aveva raccontato che una porta di emergenza del Constellation, secondo la sua testimonianza, sarebbe stata chiusa con una catena e un lucchetto.
Il racconto dei ragazzi non riguarda soltanto il trauma vissuto, ma anche la richiesta di comprendere ogni elemento della vicenda. Leonardo ha spiegato di voler sapere se esistano altri luoghi con problemi simili, mentre le famiglie chiedono risposte sugli aspetti ancora da chiarire dell’incidente.
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