Rogo di Crans-Montana, due nuovi pazienti al Niguarda: la 55enne e il 16enne Kean

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La catena dei soccorsi, che da Crans-Montana si dipana verso Milano, si è attivata per due nuovi trasferimenti in giornata. Nel primo pomeriggio, un elicottero è atterrato al Dipartimento Emergenza Urgenza dell’Ospedale Niguarda con a bordo una donna di 55 anni, cittadina italiana residente in Svizzera, giunta dall’ospedale di Aarau. Poco dopo, è toccato a Kean Talingdan, studente e calciatore sedicenne di Milano, raggiungere la struttura ospedaliera milanese; entrambi, come molti altri, sono rimasti coinvolti nell’incendio divampato nella notte di Capodanno nel locale ‘Le Constellation’, un rogo che ha spento le luci della festa trasformandola in tragedia.

Il dramma di una classe del Virgilio

La vicenda, oltre a segnare profondamente la comunità italiana all’estero, ha colpito al cuore una specifica realtà scolastica di Milano, intrecciando il proprio percorso distruttivo con le vite di un gruppo di adolescenti. Quattro giovani compagni di scuola, infatti, sono rimasti feriti nell’incidente: si tratta dei sedicenni Sofia, Francesca, Leonardo e Kean, tutti studenti della terza D del liceo classico Virgilio. Il preside dell’istituto ha chiarito che il gruppo, composto da amici anche al di fuori delle aule, avrebbe dovuto essere di sei persone in partenza per i festeggiamenti nella località elvetica, un progetto di vacanza bruscamente interrotto dalle fiamme.

L’attesa per gli sviluppi clinici

Mentre i sanitari valutano le condizioni dei nuovi arrivati, l’attenzione resta alta anche per l’altro ragazzo del quartetto, Leonardo, il cui rientro in Italia è atteso. Il cosiddetto “ponte aereo della speranza”, che non si è mai fermato, continua dunque il suo lavoro, cercando di avvicinare alle famiglie e a cure specializzate chi è stato strappato alla normalità da una sciagura che ha varcato i confini nazionali. Ciascuno di loro, d’altronde, porta con sé il peso di un’esperienza traumatica, le cui conseguenze – che siano fisiche o psicologiche – necessiteranno di tempo e di percorsi dedicati per essere affrontate.

Una tragedia dalle molteplici dimensioni

Oltre al bilancio, purtroppo provvisorio, delle persone coinvolte, la tragedia di Crans-Montana mostra così una dimensione collettiva e insieme intima: ha sconvolto una intera scuola milanese, lasciando un segno indelebile in chi ha condiviso i banchi con i ragazzi feriti, e al contempo ha richiamato l’attenzione sulle procedure di sicurezza nei locali pubblici all’estero. Mentre le indagini delle autorità svizzere procedono per accertare le dinamiche e le responsabilità dell’accaduto, in Italia si segue con apprensione ogni aggiornamento clinico, nella speranza che il ritorno a casa possa rappresentare un primo, fondamentale passo verso una ripresa.

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