Onimusha: Way of the Sword, la recensione del ritorno di Capcom dopo vent’anni
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Scienza e Tecnologia
-
Dopo un'attesa che per molti appassionati è parsa interminabile, Capcom ha rimesso le mani su una delle sue creature più amate, riportando in auge un franchise che sembrava ormai confinato nei ricordi dei giocatori di lunga data. Onimusha: Way of the Sword, disponibile da oggi, 4 settembre, su PlayStation 5, Xbox Series X|S, Nintendo Switch 2 e PC, rappresenta il primo capitolo inedito della serie a vent'anni di distanza dall'ultima avventura principale, quel Dawn of Dreams che nel 2006 chiuse un ciclo glorioso iniziato su PlayStation 2.
L'operazione nostalgia, in questo caso, si sposa con un'ambizione precisa: quella di riattualizzare un action game classico, coniugando lo spirito originario della serie con una messa in scena contemporanea e un protagonista, Miyamoto Musashi, capace di catalizzare l'attenzione anche del pubblico internazionale.
Il ritorno del samurai: Miyamoto Musashi e il Giappone dark fantasy
Il fulcro narrativo e carismatico di questa rinascita è senza dubbio la figura del celebre spadaccino Miyamoto Musashi, la cui immagine, come confermato dagli sviluppatori, è stata modellata su quella del compianto attore Toshiro Mifune, icona del cinema nipponico noto per aver interpretato il samurai nella celebre Trilogia dei samurai degli anni '50.
Una scelta, quella di utilizzare l'effige di Mifune, che ha richiesto un lungo e complesso lavoro per ottenere i diritti di utilizzo, durato circa due anni, ma che il team di sviluppo ha ritenuto fondamentale per donare al personaggio un carisma e un'autorità senza pari.
Capcom ha infatti rivelato che inizialmente l'idea era quella di un samurai senza nome, ma la decisione di puntare a un mercato globale ha imposto la necessità di una figura riconoscibile, capace di parlare a tutti, e quale migliore se non il più famoso dei samurai, autore peraltro del celebre Libro dei Cinque Anelli.
La storia di Musashi si intreccia con la minaccia dei demoni Genma, creature soprannaturali che infestano una versione dark fantasy di Kyoto durante il periodo Edo, costringendo l'eroe a imbracciare il Guanto di Oni per ottenere poteri sovrannaturali, sebbene il suo spirito da samurai sia inizialmente restio a fare affidamento su un'arma magica.
Il gioco, in questo senso, bilancia elementi storici e folklore nipponico, ricostruendo con minuzia location reali come il tempio Kiyomizu-dera e l'area attorno al tempio Rokudo Chinno-ji, trasformate però in teatri di una guerra oscura.
Gameplay e struttura: un action che guarda al passato (e a God of War)
Dal punto di vista del gameplay, Onimusha: Way of the Sword si presenta come un action game lineare con livelli a struttura wide-linear, ovvero ambientazioni che, pur avendo un inizio e una fine ben definiti, concedono spazio all'esplorazione e a percorsi secondari, come nel caso della zona di Kyoto est.
Il combattimento, cuore pulsante dell'esperienza, è incentrato su duelli con la spada che richiedono tempismo, parate e contrattacchi precisi, riprendendo e modernizzando meccaniche classiche della serie come il sistema Issen e l'assorbimento delle anime dei nemici tramite il Guanto di Oni. Sebbene gli sviluppatori abbiano sempre smentito l'etichetta di soulslike, il confronto con certi titoli moderni è inevitabile, ma l'impostazione generale rimane fedele alla tradizione, con un ritmo più cinematografico e riflessivo rispetto al passato.
Un interessante parallelo, suggerito da alcuni analisti, è quello con l'evoluzione di God of War del 2018: la struttura narrativa, il peso della storia e l'approccio ai combattimenti risultano più maturi e ragionati, pur mantenendo intatta l'identità di Onimusha. Inoltre, le Oni Armaments e le abilità sovrannaturali non servono solo in battaglia, ma anche per risolvere enigmi ambientali e aprire nuovi percorsi, aggiungendo un ulteriore strato di profondità all'esplorazione.
Le modalità di gioco e il New Game Plus: la sfida di Carnage
Per quanto riguarda la longevità e la rigiocabilità, Onimusha: Way of the Sword propone una struttura che premia chi decide di affrontare più di una run. Al primo avvio, i giocatori possono scegliere tra due livelli di difficoltà, chiamati Story e Action. La vera sfida, tuttavia, si sblocca solo dopo aver completato il gioco una volta: si tratta della modalità Carnage, una difficoltà severa che, come suggerisce il nome, rende ogni colpo letale e non permette più di cambiare opzione una volta selezionata.
Questa modalità si inserisce perfettamente nel sistema del New Game Plus, poiché consente di portare nella nuova partita una parte dei progressi ottenuti nella run precedente. Nello specifico, vengono mantenute le abilità Oni risvegliate, le abilità di base e speciali potenziate, le borse Hozuki e i relativi upgrade, gli oggetti, le offerte e alcuni materiali, oltre a amuleti e relativi potenziamenti, costumi sbloccati e i progressi nei tutorial e nelle rivincite contro i boss.
C'è però anche una lunga lista di elementi che non vengono trasferiti, come l'avanzamento nella storia principale e nelle missioni secondarie, i potenziamenti per gli equipaggiamenti (spada, guanto e abiti), le anime rosse utilizzate per gli upgrade e persino l'arco Oni, costringendo così il giocatore a ricostruire da zero parte della propria potenza in questo impegnativo New Game Plus.
Disponibilità e accoglienza: un ritorno atteso
L'uscita di Onimusha: Way of the Sword è stata accompagnata da un trailer di lancio che ha celebrato il ritorno della serie, e il gioco è già disponibile per l'acquisto su tutte le piattaforme annunciate. Va segnalato che, come spesso accade per i titoli più attesi, alcune edizioni del gioco per PC e Xbox Series X/S sono già state oggetto di offerte e sconti su vari store digitali, a testimonianza dell'interesse suscitato dal prodotto.
Il lancio, previsto inizialmente per il 2026 e poi anticipato all'inizio di settembre, ha permesso a Capcom di preparare il terreno con una demo che, nel corso dei mesi, ha ricevuto aggiornamenti e contenuti aggiuntivi, disponibile anche su Nintendo Switch 2. I preload, come da tradizione, sono stati attivati nei giorni antecedenti il debutto, con dimensioni del download che variano a seconda della piattaforma.
La sensazione generale, al netto di qualche difetto di cui si parla ampiamente nelle recensioni, è quella di un'operazione ben riuscita, che restituisce ai giocatori un brand amato con un piglio moderno, senza però tradirne l'essenza, e che conferma la bontà della strategia di Capcom di guardare al proprio passato per costruire il futuro.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
